31/12/09

qui a Milano /3

stasera cucino io. nell'euforia di cui sono permeata da quando sono nella città uè ciccio, mi son permessa anche di estendere inviti. perciò stasera cucino io e non solo al gentile signore che mi ospita ma pure a di lui amici. il supermercato è a cinque minuti a piedi da casa eppure ci sono andata in auto. mi serviva il bagagliaio per poter caricare tutto il vino che intendo utilizzare per annegare il ricordo.

qui a Milano /2

la spesa si fa all'Esselunga. mica che è l'unico supermercato però qui c'è mentre a Padova non c'è e allora io non vedevo l'ora di andare all'Esselunga. L'Esselunga cià i Punti Fragola. io la prima volta che ho sentito parlare dei Punti Fragola ero in macchina con dei dirigenti di una importante televisione che mi raccontavano di come li ciulassero alla moglie per aggiungerli ai punti Alitalia.

a me sta cosa che i dirigenti di una importante televisione andassero al supermercato, quella volta che l'ho ascoltatati mentre me lo dicevano mi sembrava come scoprire che la mia maestra delle elementari faceva la pipì.

fare il desfo

pare che l'unica ragione per cui Arcureo sia riuscito a fotografarle con tali close-up sia che le due erano stremate dal desfo, io penso invece, e lo penso già da qualche giorno ormai, che sia perché sono due zoccole.

potrei abituarmi

qui a Milano mentre il padrone di casa è al lavoro io mi alzo a quest'ora qui (10,49) e trovo tre post-it in cucina. uno che dice che basta accendere la caffettiera, uno che dice che la brioche con la granella è alla crema l'altra alla marmellata, uno che dice buona giornata.

30/12/09

qui a Milano

ci son gli uomini che parlano milanese. tipo uè ciccio. robe così. io odio. le donne non parlano milanese così. dev'essere una prerogativa loro, degli uomini. ieri al ristorante un tizio alla uè ciccio stava uscendo dal ristorante stesso e ha salutato il proprietario con un uè giorgio (che sostituisce un po' il uè ciccio) ti amo. a parte che cucinava la moglie di uè giorgio non ho mica capito perché dire ti amo a uè giorgio e non alla moglie di uè giorgio eppoi, ti amo, me mi pare un tantino eccessivo per quanto effettivamente il mangiare era buono ma allora, uè moglie di giorgio ti amo mi pareva comunque più opportuno. son così, sono i milanesi uomini. parlano così. non ci si può fare niente.

l'arte di far palco

a Milano ieri, in fila per la mostra di Hopper a Palazzo Reale son bastati, credo, cinque minuti perché gran parte della coda fosse catalizzata dalle nostre scempiaggini.

è cominciata semplicemente battibeccando come Elena e io siamo solite fare e nel giro di poco le signore attorno si son messe a parteggiare per una o per l'altra, per onestà devo dire che tenevano quasi tutte per Elena, secondo me per una sorta di affinità generazionale visto che le signore erano tutte delle vecchiacce decrepite. (ahahahah!)

il migliore si è dimostrato l'uomo distinto davanti a noi. una bellissima barba bianca da settantenne chiuso in un loden che lo proteggeva dal freddo, ha smesso quasi subito di girare la testa nella nostra direzione per decidere di piazzarsi, di fatto, fisso a guardarci camminando all'indietro per non perdere neanche un pezzetto del cinema che stavamo combinando.

non so spiegarvi ma io in queste occasioni godo come un riccio. :)

carattere

son una decina di giorni che sto fisicamente resistendo al bisogno fisico di andare a rifarmi i capelli mossi, che sarebbero i miei capelli naturali ma dato che li ho stirati significherebbe che li devo ripermanentare. a nulla sono valse le parole della mia parrucchiera: non te lo faccio che mi rimangono i tuoi capelli in mano. a nulla sono valse le parole dello Splendido: non lo fare che ti rimangono i capelli in mano. a nulla sono valse le parole della Chiaratiz: guarda che ti rimangono i capelli in mano. è proprio tutta una questione di avere due palle così. solo per questo non vado. non perché se lo faccio mi rimangono i miei capelli in mano.

29/12/09

scarabeo

il 26 di dicembre ho raggiunto gli Splendidi nella splendida magione e li ho trovati che giocavano con i bimbi a Scarabeo. Chiara faceva squadra con il piccolo, lo Splendido giocava con il più grande che, dicheno, è stato lasciato completamente solo contro gli altri due. l'unico contributo che lo Splendido ha dato a suo figlio è stata la parola FETISH. direi che quello che dovevate sapere adesso lo sapete.

sulla caducità delle piccole cose

quest'estate sono stata a Roma a trovare un mio cliente. non è una novità, ci vado spesso a Roma a trovare i miei clienti ma in quello specifico frangente ero veramente veramente strafaiga. ci tengo a dirlo perché è importante sapere che mi sentivo benissimo e dato che mi sentivo benissimo mi sentivo anche invincibile. comunque sono caduta due volte dalle scale.

la prima volta lui, il cliente, ha fatto in tempo a tenermi per un braccio e io già avrei voluto suicidarmi. la seconda volta non ha neanche fatto finta di aiutarmi ma proprio m'ha guardato, ha allargato le braccia e m'ha detto: ma ancora?!?

io devo aver blaterato una di quelle cose patetiche tipo: sentito niente sentito niente.

28/12/09

si, viaggiare

una mia amica per uno svariato numero di anni ha raggiunto il suo amante in giro per l'Italia in quelli che lei amava chiamare "viaggi della speranza" (ahahahah). lo dico perché credo nella verità cronachistica e non c'entra nulla che in questo momento mi trovo a Milano.

vomitina

i miei viaggi in auto dall'età dell'innocenza all'età della ragione si sono svolti tutti sul sedile davanti che me, bastava sedermi cinque secondi sul sedile dietro che rifacevo la tappezzeria. giuro che la cosa non mi divertiva, vi prego di credermi. mi rendo conto che non è che avete una opinione proprio cristallina del mio comportamento in società perciò capisco la vostra diffidenza ma credete alla mia parola per una volta, stavo peggio io in quei frangenti e non, va detto, perché mi sentivo in colpa per la tappezzeria da rifare.

ho smesso di soffrire l'auto a 19 anni. quando nel sedile dietro si è seduto l'uomo più bello del mondo. in quel l'occasione quasi arrivavamo alle sberle col proprietario dell'auto che tentava di impedirmelo.

27/12/09

Trattorini update

sono stata a casa dell'Arcureo per portare un po' di cibaria alle Trattorini. la sensazione (netta) che ho avuto era di essere di troppo. secondo me se lasciavo il mangiare davanti alla porta e me ne andavo erano tutti più contenti. e non parlo di Arcureo che m'ha anche offerto il caffè alla napoletana quel gran figo, nono, io parlo proprio delle Trattorini che se potevano starmi distante e fare le cocche all'Arcureo dicendo gnè gnè gnè lo facevano. infatti hanno fatto tutto tranne gnè gnè gnè e solo perché non parlano. sennò lo facevano.

mi sento molto sola.

lo spirito natalizio che mi contraddistingue

il giorno di natale ero a pranzo da mio fratello. io portavo il vino per il dolce. a due metri da casa sua mi chiama che ha sbagliato i conti del vino mi  chiede di fermarmi a comprare una bottiglia di bianco. mi fermo a comprare una bottiglia di bianco. entro nella pasticceria e domando: vendete anche vini? mi indicano una cantinetta dove comincio a cercare il vino da abbinare ai primi che mi avevano detto e lo trovo subito un vino che mi ispirava proprio ma un tizio ossequiosissimo mi dice che comunque i vini della cantina sono anche disponibili sul bancone così non devo piegarmi e mentre mi giro per dirgli quale ho scelto lui comincia a elencarmi i vari vini ma io so già quello che voglio e quindi gli dico quale prendo e lui allora comincia a parlare come se io non ci fossi di che scelta favolosa avevo fatto che quel vino lì peccato che ne aveva comprato poco perché era meraviglioso e la sua collega, ma meraviglioso-meraviglioso? e lui si meravigliosissimo che scelta meravigliosa di un vino meraviglioso avevo fatto come se non fossi stata lì davanti a loro ad ascoltare e lui era lì che ossequiava il vino poi ha cominciato a ossequiare me che io a colpo sicuro avevo scelto proprio quello tra tutti quelli disponibili si vedeva che me ne intendevo proprio brava bravissima ma che signora intenditrice che abbiamo qui che lei sa tutte le cose proprio parlavano di me come se non ero lì e intanto facevano gli ossequi al vino e gli ossequi a me e io tutto quel blaterare e ogni due per tre lui parlava con la collega si girava verso di me e diceva buon natale e tutti si giravano uno a uno e mi dicevano buon natale tutti ossequiosi al vino a me al natale io, casso, dieci minuti alla cassa per pagare 8 euri di un lugana del cavolo una bottiglia da intenditori intenditorissimi proprio io ero lì che pensavo ma perché? ma perché? siete dei bruti pensavo.

la rabbia

a Marco, 9 anni, ho regalato "Non t'arrabbiare" con l'atteggiamento tipico delle vecchie: ti faccio vedere io com'erano belli i giochi di una volta. altro che gòrmiti, gormìti o gormitì, i bei giochi di una volta quando ci si ritrovava tutti attorno a un tavolo a discorrere e a ridere e a tirar di dadi.

è finita che io e sua mamma gli urlavamo contro (a Marco 9 anni) che o giocava come dicevamo noi o noi giocavamo senza di lui tutto questo mentre io gli sventolavo davanti la scatola del gioco con scritto NON TI ARRABBIARE a caratteri cubitali. capito? non ti arrabbiare porca paletta.

furibonde. sua mamma e io... fuori controllo proprio.

25/12/09

tema: mia sorella Chiara

mia sorella Chiara si chiama Chiara e non esiste un nome più giusto per lei perché lei è proprio Chiara e basta. E' bionda, ha gli occhi azzurrissimi di un azzurro che fa persino incredibile che esista un azzurro così eppoi è una persona pulita e semplice e genuina e onesta, profondamente onesta. è Chiara e solo Chiara si poteva chiamare.

mia sorella Chiara è la piccina di casa, ha 8 anni meno di me quindi ne ha 32 ma sembra una bimba, ha un viso così giovane e pulito che le daresti 10 anni di meno. mia sorella Chiara mi ha insegnato più cose lei in questi ultimi mesi che decine di cinquantenni.

mia sorella Chiara recicla l'acqua. mia sorella Chiara fa volontariato in piscina con bambini affetti da sindrome di down, mia sorella Chiara i soldi per i regali di natale quest'anno li ha usati per adottare, a distanza, una bambina brasiliana.

io come mi sento una cacca quando sono con mia sorella minore voi non lo potete capire... c'è da sperare che a forza di frequentarla in questi prossimi mesi, cresca un po' di sale in zucca pure a me.

Buon Natale.

24/12/09

originalità

che lo sapete a me mi piace di far l'originale, io pensavo di augurarvi buon capodanno oppure buona pasqua oppure buon ferragosto oppure buona festa della mamma o buon solstizio d'inverno, buon sabba o buon halloween o imbolc o lammas o lughnasadh oppure perfino buona aiora, alòe, efestie e misteri elusini, buona oscoforia, anfidromia, antesteria, apaturia, gimnopedia o persino epulum lovis ma alla fine mi tocca far come tutti e come tutti augurarvi, di cuore:

BUON MATRONALIAAAAAA!
ah no! matronalia è il primo marzo, allora quello di stasera, se non sbaglio, si, io credo di non sbagliare, quello di stasera dovrebbe essere, si! cellò, son sicura. quello di stasera è:

BUON NATALE!!! :)

nuooooooooooooo!

non è giusto! non è corretto! no! loro dovrebbero essere lì che soffrono come delle bestie che gli manca la loro mamma (che sono io). loro dovrebbero essere prostrate e tristerrime e abbacchiatissime e anche inappetenti perché io non sono con loro. nuoooo! nuon è giusto! :(

a casa mia

la tizia davanti a me alla coda della libreria ha comprato un libro che si intitola "dalla Liga alla Lega". dopo ci son delle volte che io non mi sento molto a mio agio a casa mia.

23/12/09

Sid a fumetti


 
 


non riuscirò mai a ringraziare abbastanza Syl@ per tutto questo.

22/12/09

lo immaginavo già ma ho appena avuto conferma di essere molto razzista, scusate (ma anche no)

io oggi pomeriggio sono andata a parlare con il direttore dell'azienda che si sta occupando di tutto il mio legno, tipo pavimenti (ordinati) tipo finestre (ordinate) tipo porte (ordinate) tipo portablindata (ordinata). mancava la cucina e sono andata a discutere un po' del progetto e delle finiture.

ecco a me il tizio non mi dispiaceva, mi pareva persona seria, avevamo discusso i vari preventivi, mi era venuto incontro con gli sconti e pur pensando di comprarmi una cucina Ikea io comunque sono andata a dare un'occhiata che se mi trattava bene e mi faceva un bel progetto magari, visto che fino a ora mi ero trovata bene, magari io compravo.

magari sto par de ciufoli! mi vien da dire.

perché il signore cinquantenne posato e calmo che io ho incontrato sempre a casa mia, esso ti accoglie nel suo ufficio con un bellissimo ritratto a grandezza semi-naturale del duce. come se non bastasse dietro di lui una bella foto che lo ritrae (il tizio, non il duce) assieme a cinque validi compari. nella foto tutti indossano la maglia degli All Black (che io non so ma secondo me gli All Black se lo sanno gli fanno causa) e fanno il saluto romano.

ecco io, veramente, di cuore, parte il primo senso di vomito che ho provato a pensare alla quantità di denaro che io gli sto per versare, parte quello, io mi son accorta che proprio me, i fasci, soprattutto quelli di quella specie là, la sborona, me mi fan orrore. schifo proprio. mi cascasse una tetta se quello vede un altro euro da me.

titolo informativo

io ho un cognome famoso.
ma non siamo parenti.
il mio primo moroso anche lui aveva un cognome famoso.
anche lui non era parente.
il mio cognome famoso è identico al cognome famoso di un uomo famoso.
il suo cognome famoso è identico al cognome famoso di una donna famosa.
l'uomo famoso e la donna famosa erano sposati.
invece io e il mio primo moroso no.

21/12/09

Opera n. 215

Cosa ha voluto dire Manzoni nei Promessi sposi? Non si sa. E' un romanzo dove non si capisce niente. Ci sono un sacco di cose che cambiano all'improvviso, e appena si saltano due pagine la situazione riappare tutta capovolta. Renzo lo scambiano sempre per qualcun altro, e poi lo ricercano per impiccarlo. Uno salta venti pagine perché si immagina che l'abbiano impiccato, e invece lo ritrova là che va per una strada del bergamasco. Ma che razza di storia è? Bisogna sempre tornare indietro a vedere cos'è successo, e mai una volta che si dica pane al pane e vino al vino.

Opere complete di Learco Pignagnoli
Daniele Benati 
Aliberti editore

convivo

dopo una svariata serie di anni di orgogliosa indipendenza da ieri sera io convivo. non è andata malissimo per essere una convivenza fresca fresca di ieri sera che sono arrivata a casa non c'era nessuno. sono andata a dormire non c'era nessuno. mi sono alzata stamattina che la porta dell'altra stanza era chiusa insomma tutto bene vivo sola come prima. comunque non volevo parlare di questo ma delle Trattorini dato che la mia convivenza coincide anche con l'incontro delle signore Trattorini con i due gatti di casa: Goran e Mila. 

intanto la prima cosa che m'ha detto mia sorella è stata: i gatti da me la fanno fuori (nds: terrazzo, tramite la porticina gattesca) (me l'ha detto da cattivissima) io ho risposto -anche le mie anche le mie metto la sabbietta- (tutta ossequiosa l'ho detto, cercavo di comprarmi l'affetto di mia sorella anche se è un lavoro durissimo)  alchè mia sorella ha risposto, fantastico... un cagatoio.

poi volevo dire che nella mia porticinia gattesca mancava la porticina c'era solo il buco così m'è venuto il panico che le gatte non capissero che dovevano spingere invece la Livia questa mattina aveva già capito! diobono che intelligente che è la Livia Trattorini.

poi il Goran detto Gorano era tutto felice che c'erano le due gatte era tranquillo, pacioso, ciccione, figo che cercava di nusargli il culo e faceva le fusa e loro invece cattive che se la tiravano e facevano le principesse a casa degli altri. Il Gorano è un figo. Le Trattorini non sanno comportarsi.

per il resto tutto bene. son ancora sconvolta dall'intelligenza della Livia. invece spero che Sofia non caghi in giro.

20/12/09

2 o 3 cose che non sapevate e che adesso vi dico più una fiducia che mi stupisco


Giovedì la casa che ho abitato per 17 anni è stata completamente imballata e inscatolata. io lo sapevo che di stronzate negli anni ne avevo raccolte e anfatti la casa era piena di scatoloni. Le gatte, con gli operai, si son comportate come da copione e da loro tipico carattere. Sofia Trattorini è scomparsa per tutto il tempo che lei è timida. Livia Trattorini la dovevano togliere da ogni scatolone che lei era tutto un curiosare. In pratica funzionava così: inscatola libri, togli una Trattorini, inscatola altri libri, ri-togli una Trattorini. La Livia Trattorini è una figura porca.

Venerdì la casa che ho abitato per 17 anni è stata completamente svuotata. Poi nel pomeriggio con Elena son partita per andare a vedere l'ultimo Pignagnoli Ballabile al mondo e è stato bellissimo.

Venerdì notte ci siam perse nella pianura padana e invece di prendere l'autostrada a Reggio Emilia l'abbiam presa a Carpi con tutto che ogni tanto dovevo mettere la testa fuori dal finestrino perché il mio tergicristallo era completamente congelato e non si vedeva un casso di dove andavamo.

Così mi son presa una otite di quelle con la rincorsa, per dire. Peeerò siam arrivate a casa sane e salve e felici che  l'ultimo Pignagnoli Ballabile al mondo io mi vien da piangere a pensare che era l'ultimo al mondo (vi rendete conto? l'ultimo in tutto il mondo. son drammi veri questi).

Sempre venerdì sera, poi basta con venerdì sera, ho comprato L'Accalappiacani numero 4. il numero speciale, quello con la gallina fischiona (fis'ci) e la comparsa di Braccio di Ferro (fis'ci). Dentro ci sono anche tre scritti, uno di Paolo Nori, uno di Daniele Benati e uno di Ugo Cornia. quello di Ugo Cornia l'ho riletto 4, 5 volte che non ci posso credere che quell'uomo ha scritto quello che ha scritto che c'è da piangere dal ridere sul serio, a legger quella cosa lì che ha scritto Cornia. Io per me, bellissimo il fumetto e la gallina fischiona (fis'ci) bellissimo tutto ma a me, quella cosa di Ugo Cornia m'ha fatto impazzire io anche se tutto il resto dell'albo era vuoto io lo compravo lo stesso. Vabbè che per come sto messa io con quel gruppo di scrittori lì anche se non c'era scritto niente tranne L'Accalappiacani numero 4 io compravo uguale.

Sempre venerdì sera (ho mentito quando ho detto che quella di prima era l'ultima cosa che dicevo di venerdì, ho mentito perché l'ultima è questa) io ho fatto vedere a tutti il mio nuovo "opere complete di Learco Pignagnoli" che è stato completamente aperto da Chiara che me l'ha tutto ricucito e risistemato e che ci ha messo una copertina nuova bellissima (beissima!!!), dicevo io l'ho fatto vedere a tutti come se a tutti gliene fregava qualcosa ma mi fregava a me perciò me ne son fatta vanto persino con chi l'ha scritto che io son andata da lui e gli ho detto signor Daniele Benati, piacere io son la Sid, ma guarda che bello che è il mio Pignagnoli!!! Lui non si è neanche spaventato più di tanto (da me intendo perché dal Pignagnoli così rifatto non si poteva spaventare quello era bello).

Infine (ho mentito moltissimo su sta cosa che il racconto del venerdì finiva due paragrafi fa) ho fatto firmare la mia copia unica delle opere complete di Learco Pignagnoli ai pignagnolisti Benati, Cornia, Nori e Raffaini perciò io adesso ho una copia di un valore morale ed anche economico stratosferico. Ma non mi fate offerte che io non vendo.

Poi oggi sono andata nella mia vecchia casa a dare una pulita visto che domani consegno le chiavi e ho messo le Trattorini nel trasportino il medesimo usato per portarle dal veterinario. Loro sono fantastiche perché non si sono spaventate dal ricordo del trasportino ma anzi son state tranquille in auto tutto il tempo a fare le fusa a darsi i bacini a volersi bene tra loro e ogni tanto anche a tirare fuori un sampetino dalla gabbia per darmi dei caressini anche a me. io questa fiducia da parte delle Trattorini non me l'aspettavo. devo dire che sono stata una brava madre se loro si fidano ancora di me nonostante tutto. le ho allevate bene diciamo.

ora vi saluto tutti quanti voi siete e mi raccomando, se pensate che ho dimenticato di dirvi qualcosa a proposito di venerdì sera voi mi domandate che io vi dico subito. anzi, scusate anticipatamente se per caso ho dimenticato di dirvi qualcosa. non volevo. ma ho dimenticato. poi voi mi ricordate e io dico tutto. nel frattempo scusate. scusate tanto.

ecco vedi? avevo dimenticato di dirvi che a l'ultimo Pignagnoli Ballabile al mondo c'era anche la Mastrangelina e anche Stark (vedi che un sacco di informazioni io mi dimentico di dirvele. ciò la testa un po' paciugata ultimamente... quindi scusate)

(fis'ci) 

19/12/09

estasi

sono in estasi e sono sveglia come un grillo. siamo appena arrivate a Padova dopo 4 ore trascorse a fare la strada che normalmente ne richiederebbe due ma sono in estasi e sono sveglia come un grillo. lo spettacolo è stato entusiasmante. i pignagnolisti Benati, Cornia, Nori e Raffaini sono stati bravissimi. la sorpresa, la gioia grande è stata sentire dal vivo l'orchestra Usignolo. Che meraviglia... che meraviglia. ragazzi chi non c'era s'è perso un grande spettacolo. per-fet-to! poi vabbè, che ve lo dico a fare, Learco Pignagnoli. per la madosca io ho assistito all'Ultimo Pignagnoli Ballabile al Mondo. aaaaaaah!
sono in estasi e son parecchio contenta.
buona notte. :-)

18/12/09

perculing

Mi si percula su FF. e siccome manco me ne accorgo, mi si inviano messaggi privati per avvisarmi che mi si sta perculando. ovviamente chi mi invia il messaggio privato per avvisarmi che mi sta perculando è la persona che mi sta perculando.


via Palmasco

la crisi del petrolio: il torbido retroscena

io sono forse l'unica persona al mondo che è stata rimandata in geografia. alle superiori. in quarta. che in quarta superiore a ragioneria (che è la scuola superiore che ho fatto io) ci sono materie rognosissime come il tedesco commerciale, o la ragioneria, o la tecnica bancaria o il diritto e scienza delle finanze quelle robe lì ed io sono riuscita a farmi rimandare in geografia. due ore settimanali contro le sette di ragioneria che non è che neanche lì fossi una cima io volevo fare il liceo linguistico figuratevi un po' ho dovuto fare ragioneria. che al liceo  linguistico secondo me non c'era geografia e se anche c'era sicuro non c'era la mia profe di geografia. due ore settimanali rimandata. quarta ragioneria. io dicevo che ero stata rimandata in ragioneria che faceva più fico, pacca sulla spalla, oh come ti capisco. che se dicevo geografia secondo me mi sputavano.

comunque... io sono stata rimandata in geografia perché io non facevo i collegamenti. i collegamenti erano quella cosa che te dovevi ascoltare il telegiornale (e invece io guardavo solo diggei televiscion e capitol) e guardare cosa succedeva nel mondo (pfui, il mondo mi è limitativo) e poi fare i collegamenti con lo stato o la regione o il posto che quella ci stava imparando in quel momento lì. l'altra cosa che dovevi fare era dire "la crisi del petrolio". perché è successo questo a quel paese in quell'anno? la crisi del petrolio. perché girano le ciribiricoccole? crisi del petrolio. perché chi non risica non rosica? crisi del petrolio. ora io siccome non è che io e la crisi del petrolio eravamo proprio amiconi dalle elementari io non lo dicevo mai. anche perché la tizia incalzava. tipo, cosa successe allora? questo. eppoi? eppoi quest'altro. eppoi? eppoi quest'altro ancora. eppoi? eppoi quest'ultima cosa qui. eppoi? diobono! eppoi basta santa miseria. invece no! la risposta era la crisi del petrolio. (che io volevo studiare le lingue me non mi ascolta mai nessuno).

allora io sono stata rimandata e ho studiato e poi l'anno dopo ero diventata una secchiona e ero bravissima e sapevo tutte le risposte e c'era in classe con me la famosa stronza quella che è stata fortuitamente bocciata all'esame di maturità. quella che piuttosto di aiutarti si faceva sodomizzare da un rappresentante africano in visita di studio. quella che piuttosto di aiutarti proprio metteva la testa da tutte le parti basta che non guardava te, proprio dei giri di testa che Linda Blair ne l'esorcista hanno copiato da quella stronza lì per capire come fare bene i giri di testa che a un certo punto quella tanto aveva girato la testa che non si ricordava più da che parte ciaveva il culo.

comunque una volta siam uscite interrogate insieme, io e la rappresentante ufficiale dei tarzanelli e la domanda era: qual è la ragione della crisi del petrolio? (ellapeppa! un tremendo trabocchetto! una cosa tipo si faccia la domanda si dia la risposta) ora io e la crisi del petrolio eravamo diventati amici come porcelli perciò io parto che la ragione della crisi del petrolio è presto detta ed è questa. la profe dice: eppoi? la scureggia alza la mano tutta agitata per parlare. la profe la ignora e io allora continuo che c'era stato quell'altro avvenimento degno di nota. quello lì. la profe dice: eppoi? il rutto d'anatra alza la mano tutta agitata per parlare. la profe la ignora e io allora continuo che era capitato quell'accadimento fortuito che aveva provocato quella roba che! la profe dice: eppoi? l'ascella pezzata alza la mano tutta agitata per parlare. la profe che era odiosa ma odiava di più i leccaculi la ignora e io allora continuo che son successe cose che ti segnano! la profe dice: eppoi? lo sporco nelle dita dei piedi alza la mano tutta agitata per parlare. la profe la ignora ed io allora cedo: guardi io volevo studiare ma ho visto la madonna e in preda ad un delirio mistico proprio non ce l'ho fatta.

a quel punto la profe che c'era rimasta anche un po' male, di suo, che io non ero preparata a rispondere perché, per la madosca, le ragioni della crisi del petrolio gira il  mondo intorno alle ragioni della crisi del petrolio, la profe si vede costretta suo malgrado a voltarsi verso la beota e a quel punto lei, l'orrido, che s'era ben guardata dal suggerire dal mimare dal passare un foglio dal sorridere dal fare un cenno dall'aiutare dall'avere un gesto di pietà dall'essere semplicemente gentile... no! lei tutta felice che me l'aveva fatta, lei! che m'aveva fregato, lei! che era più brava di tutte, lei , lei urla: la causa è la crisi del petrolio!

colliona.

17/12/09

io ti voglio bene. punto

questo post è per Chiara che oggi compie gli anni

Chiara qualche tempo fa mi ha chiesto una lettera per Natale. Io per me preferivo se mi domandava un rene. Che io non son buona  a scrivere. Non sono capace. E è un po' un esercizio inutile che mi diciate che io scrivo qui tutti i giorni perché io qui, tutti i giorni io scrivo le cazzate oppure scrivo le mie fantastiche avventure ma io non scrivo d'amore. Io l'amore lo bazzico poco. Non son buona io per l'amore e neanche per scriverci, d'amore. Allora io ero anche abbastanza disperata che io alla Chiara se lei mi chiede un rene io glielo do e non scriverle una lettera che è l'unica cosa che mi ha chiesto, non doni ma opere di bene, io se vuoi l'opera di bene Chiara guarda io se hai bisogno c'ho giusto due reni qui, uno mi avanza, te lo do volentieri proprio. Secondo me è anche una bella opera di bene che ti do un rene ma lei missà che non lo vuole lei mi ha chiesto una lettera e allora io ero abbastanza disperata, l'ho detto, perché io a lei ci tengo un casino e non scriverle una lettera io mi sentivo uno schifo a non scrivere una lettera l'unica cosa che mi ha chiesto e nella mia disperazione io ne ho parlato con tutti son giorni che io dico che devo scrivere la lettera e non ci riesco non riesco ad andare avanti son lì che sono alla prima riga.

nella prima riga ho scritto: Io ti voglio bene. Punto. e poi non vado più avanti. non è facile parlar d'amore. non è facile. chi mi dice che è facile parlar d'amore io lo strozzo.

Comunque la Chiara io è poco che la conosco non è neanche un anno che la conosco e a me mi pare che non so come ho fatto fino adesso senza di lei perché lei mi è indispensabile. Lei è sempre calma e tranquilla e a volte invece è scalmanata e ridarola e a me piace tantissimo quando lei è scalmanata perché cià quel viso, quel sorriso dei bambini che si divertono, della purezza dello sguardo delle persone buone. delle persone brave. che io ho un po' una passione per le "brave persone". ne conosco abbastanza. non tante. per essere brave persone non ti basta non fare male a nessuno. per essere una brava persona bisogna avere l'empatia, e sapere cos'è la sofferenza e il dolore. sapere cos'è la gioia e la contentezza ma anche un po' la paura. essere brave persone significa mettersi in gioco tutti i giorni. Chiara è una brava persona e a lei io le voglio bene. punto.

io mi ricordo che dopo che l'ho conosciuta, la Chiara io mi sono invitata a casa sua a mangiare un venerdì sera. io non faccio mai queste cose poi io sono anche timida in certe occasioni tipo quella di invitarsi da soli a casa degli altri è una questione di educazione non si fa e invece io avevo proprio voglia di rivederla. non so dire, quando si sta con lei senti proprio che stai bene e non c'è un altro posto nel mondo dove vorresti trovarti perché c'è proprio la calma e la tranquillità intorno.che lei magari non parla ma ti ascolta benissimo e quando parla dice sempre delle cose giuste, delle cose pensate. dice le cose di una persona come se ci tenesse perché secondo me lei ci tiene. e non parla per parlare. mai. e non ti dice le cose che vuoi sentire ti dice quello che pensa. e però lei pensa spesso bello. il suo pensiero non è negativo. non è triste. lei vede il bello nelle persone e nelle cose che a queste persone succedono e ti dice sempre di provare in un altro modo o di pensarla in modo diverso. lei è capace di dare la speranza. o di tirare fuori un sorriso anche se te sei disperata in quel momento lì. lei è capace di vedere il bello e il buono nel piccolo e io che di buone e bello ho avuto veramente pochissimo in questi tempi lei lo ha trovato sempre e me l'ha fatto vedere.

un'altra cosa che mi ricordo che sono quelle cose piccine che ti riempiono il cuore quelle cose minuscole che ti fanno sentire il centro del mondo, stava organizzando la festa per il compleanno di suo marito e mi ha chiesto di arrivare presto per aiutare. io sono arrivata presto ma da aiutare non c'era niente da fare e allora le ho chiesto perché mi hai fatto arrivare presto per aiutare se poi non aiuto? per averti attorno. mi ha risposto. ecco, lei è una persona che è capace di dire a un altro essere umano "per averti attorno". e quell'essere umano lì, lei non lo sa, ma il cuore scoppia nel petto.

ci sono delle emozioni talmente grandi che non è possibile di descriverle e spiegarle e dargli un nome e forse è anche per questo che io ero disperata che lei invece di un rene mi ha chiesto una lettera. perché io non sono buona a parlare d'amore e invece quella donna secondo me "amore" è l'unico sentimento che è capace di provocare negli altri. Ma voi le avete viste le foto che le ho fatto? il viso che ha? il viso che ha la gente attorno a lei? credo che esistano dei piccoli miracoli in natura che sono quelli del bene. il miracolo di far sentire le persone attorno come amate, come desiderate, come speciali. di far sentire quelle persone a casa. di farle sentire in famiglia. di farle sentire parti di se. Mi vien da pensare a Milano, l'ultima volta che siamo stati lì insieme, chi si sedeva vicino a me era sempre tutto nervoso e agitato poi magari si spostava e si sedeva con lei e sembravano abbracci.

io non sono buona a parlare d'amore però oggi è il giorno del compleanno della mia amica Chiara e l'unica cosa sensata e seria che mi viene da dire sull'argomento è: Chiara, io sono felice che sei nata. 

16/12/09

rose rosse per me

leggendo questo thread dello Zio Bonino m'è tornata in mente quella volta che ero a casa e m'è suonato il campanello e il fioraio mi ha consegnato ventiquattro rose rosse (leggasi: due dozzine di rose rosse) (si! DUE DOZZINE mica pizza e fichi) in anonimo. allora io ho subito chiamato il mio fidanzato e l'ho ringraziato dicendogli maggrazie! ventiquattro rose rosse aka due dozzine (due dozzine!) ma che uomo meraviglioso sei che galante che figo grazie ventiquattro rose due dozzine grazie. io esser sincera io dall'altra parte sentivo un silenzio proprio macabro ma intanto ero presa da questa euforia estatica delle ventiquattro rose rosse aka due dozzine e urlavo tutta felice e farcita d'ammmore. dopo ho taciuto. dopo lui taceva. dopo io tacevo anche io. dopo lui taceva. dopo io avevo una sensazione di freddo alla base del collo. dopo lui ha detto un po' a denti stretti:  nn to mnd nssn fior io. dopo io ho detto ah. dopo lui taceva. dopo io ho detto sempre schifate io le rose rosse comunque. e poi basta. non è successo altro.

io, questo qua, io me lo sposo*

ora io vi faccio partecipi dell'estratto di una conversazione avvenuta via mail con uno degli uomini più intellettualmente superiori su cui mi sia capitato di poggiare il mio regale sguardo recentemente. quest'uomo, se continua così ad abbagliarmi con la sua esuberante personalità  e tempo comico finisce che mi tocca di domandarlo in sposo e lo sanno tutti che io domandare in sposo, preferirei produrmi in una serie da 10 di bungee jumping urlando suca!

|sid:  mi vien da commuovermi a leggere una frase di siffatta guisa... finisce che cado ai tuoi piedi poi tu pensi ma guarda un po' questa che cade ai piedi, quasi quasi non la voglio più :)

|quello che domanderò in sposo: io sono stato un boy scout da piccino (di quelli non cattolici, però) se una cade ai piedi io ho il dovere di aiutarla a rialzarsi e poi magari si finisce che si va in vacanza assieme (che si sa, dagli incidenti più fortuiti possono nascere le cose più strane e meravigliose) però non corriamo troppo, affrontiamo una cosa alla volta, cominciamo con te che finivi col cadere ai miei piedi, e poi vedeviamo...

---
*dai, sposare! su! si fa per ridere. il piacere dell'esagerazione. state tranquilli che non rovino la vita a nessun altro, sooolo a voi! non vi preoccupate! io rimango qui ad ammorbarvi per l'eternità. sooolo a voi.

15/12/09

le donne: istruzioni per l'uso

io l'unico uomo che conosco in grado di prendersi i complimenti senza andare via di testa è Arcureo. che io gli dico sempre che è bellissimo e lui non si sposta di un millimetro. perché giustamente ha capito, l'Arcureo, che il complimento che esce dalla bocca femminile è un complimento diverso di quello che esce dalla bocca maschile. il complimento che esce dalla bocca femminile esso è sincero e non nasconde secondi fini.

per esempio la donna X, che chiameremo per fare a capisse: Sid e l'uomo Y che chiameremo per fare a capisse Arcureo, dato che l'uomo Arcureo è oggettivamente bellissimo la donna Sid ci dice che è bellissimo, l'uomo Arcureo cosciente della sua superiorità estetica, piglia il complimento e porta a casa. fine.

il complimento maschile in genere esso nasconde il segreto desiderio alla copula. il complimento maschile se poniamo per caso l'uomo Arcureo ci dice alla donna Sid sei bellissima (che lui non l'ha mai detto per inciso e io non mi capacito sto stronso!) lui in realtà vorrebbe dire: Sid ti va una ciulatina? Perciò l'uomo Arcureo che non ha mai detto alla donna Sid sei bellissima facile che non intenda darle una ripassata.

Posto che moralmente ci rimango un po' male adesso che ci ragiono sopra che mi pare un po' ingiusta questa sua mancanza di tatto nei miei confronti, posto questo (la cafoneria dell'Arcureo) io mi riallaccio al discorso filosofico che ho appena fatto per dire che gli uomini non devono pensare che noi facciamo i complimenti come loro. invece me mi capita che io che son una che parla molto serenamente e molto allegramente di tutto e che se uno è simpatico ce lo dico e se uno è bello ce lo dico mica che me lo voglio ripassare che se me lo volevo ripassare io ce lo dicevo, ecco mi capita che se dico a uno che è molto alto o è molto intelligente o il complimento che mi viene in mente di dirgli, tipo che ha una bella giacca, quello sparisce, come se nel suo cervello io invece gli ho detto: senti sei mica impegnato domenica che ho giusto qui un prete, due anelli, un abito bianco, un tait e due testimoni. che culo eh?!? ce li ho qui pronti che mi avanzano basta che te non ti impietrisci quando io ti dico che il tuo cane è ammaestrato bene.

che poi io sono una ragassa sensibile e se uno sparisce dopo che io gli ho detto che la sua  tesi di laurea era ben svolta io ci rimango un po' male. poi mi innervosisco che penso ma che cavolo pensa quello che mi volevo sistemare? poi mi scoccio che ragiono che allora uno non ha capito niente, poi mi arrabbio che una non può neanche dire che bel quartiere questo che la lingua italiana improvvisamente diventa interpretabile,  poi mi furibondo che a me un po' mi piace crogiolarmi nella furibondia poi mi calmo e penso ma vai un po' a cagare.

dopo, quando loro hanno dimenticato l'affronto che io gli ho fatto quella volta orribile che gli ho detto che avevano buon gusto nell'arredamento e mi richiamano per uscire (perché richiamano sempre), dopo a me  m'annoia tantissimo d'esser costretta a pigiare ignora. 

14/12/09

come risollevarsi dai momenti più bui

ci son momenti in cui una donna, questa donna nello specifico che a me piace parlar per me mica per le altre che anche secondo me anche le altre ma magari no, dicevo che ci son momenti in cui una donna la cosa più bella che le verrebbe in mente di fare è buttarsi giù dall'empair steit macnamara, o, alternativamente, tagliarsi i capelli. in questi momenti qui in cui una donna l'unica cosa che vorrebbe fare è autodistruggersi, o, alternativamente, tagliarsi i capelli, a questa donna le capitano proprio tutte addosso in quel momento lì che le pare che c'è un po' di accanimento anche e non è più capace di guardare le cose belle che cià che le pare che il mondo attorno sia tremendo e cupo e buio e triste per fare un esempio pratico sia come una Trattorini che non trattora più o altre cose terribili che non sono al livello del mancato trattoramento ma sono egualmente pesanti tipo la morte (dai su si fa per scherzare ovvio che le Trattorini che non trattorano non sono equiparabili alla morte. esse sono peggio sono l'assenza di vita, il non vivere, la non gioia, il non trattorare). poi succede che le donne in quei momenti lì che si vogliono crocifiggere da sole tipo piantare un chiodo alla volta sui piedi sulle mani fino a che non ne rimane solo una libera che non hanno ancora imparato l'arte dell'attaccare chiodi con la bocca, o, in alternativa, tagliarsi i capelli ci son dei momenti in cui queste donne si dicono aaaah! meno male. che son quei momenti che vanno in bagno e si accorgono che erano in piena sindrome pre-mestruale o, in alternativa, che il lunedì le parrucchiere sono chiuse.

il peggio che potevo fare io l'ho fatto

Venerdì scorso sono state operate le Trattorini. Non ne ho parlato per scaramanzia che io non ho un sano senso della medicina quando sotto i ferri ci sono i miei animaletti. L'appuntamento era alle 9.30 ma subito dopo di noi entra un tizio con un cane messo malissimo. Io comunque dovevo andarmene perciò il veterinario si prende le Trattorini (che trattoravano!!!) e le mette in una delle stanze dell'ambulatorio.

Avrei dovuto andarle a prendere un paio di ore dopo ma non potevo portarle in ufficio e non volevo lasciarle sole in casa che io non ho un sano senso della fortuna quando sotto i ferri si sono stati i miei animaletti, perciò ho preferito lasciarle dal medico e sono andata a riprendermele alle sei.

Dunque io (io) ho preso le Trattorini che si fidavano di me e che non avevano paura del veterinario e che trattoravano e le ho lasciate sole (sole) per una giornata in un posto dove le hanno addormentate, le hanno tagliate, le hanno fatto cose, le hanno richiuse e dove, nei rari momenti di veglia, hanno sentito solo l'odore della paura.

Clinicamente stanno bene. Mangiano, dormono.

Non stanno quasi più insieme. Non trattorano.

13/12/09

piccole fotografe crescono

una mia foto di Genova, è stata utilizzata, col mio consenso, da una casa editrice di viaggi statunitense per  la loro guida turistica dell'Italia. non posso neanche mettere il link per vantarmi copiosamente che l'ho firmata col mio nome e cognome (colliona), però la foto è questa che non è neanche una delle più belle. a me, per esempio, piaceva tanto questa.

cose che si incontrano quando vai a Milano /2

un ristorante siciliano (ma bbuono) desso vi conto il menù:

sarde a beccafico
polpo arrosto su mousse di patate
pasta alla norma
pasta con le sarde

Agrogento Timoleonte 2005 (IGT Sicilia) di uve Nero d'Avola, Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. (beissimo!)

(buonanotte)

12/12/09

sesso postmatrimoniale

alla mia età capita spesso di far del sesso con della gente che è appena stata sposata. la gente che è appena stata sposata e che poi ha appena divorziato capita spesso che gli ultimi tempi del matrimonio non è proprio che ciulassero come ricci. Continua qui

11/12/09

quando piango, io piango di bbestia

ve l'avevo già raccontato che qualche anno fa ero a una cena da amici e uno degli amici degli amici era Bruno Lauzi? bon. a me lui m'è sempre piaciuto tanto. il mio amore folle per la sua voce è nato con Ritornerai che io avevo sentito la prima volta quando Nanni Moretti la cantava nel suo film bellissimo che è La messa è finita (che non mi spiego che non lo danno più in TV). Comunque io Bruno Lauzi lo adoravo e Ritornerai la adoravo anche di più.

A quella cena di amici ad un certo punto, che fai?!?, hai Bruno Lauzi lì e non gli chiedi di cantare? eravamo all'aperto, sotto un porticato, lui già non stava bene poverino, comunque si alza e si sposta verso fuori e comincia letteralmente a regalarci uno spettacolo, canzoni, parole, chiacchiere e battute. e io ero lì che da una parte non credevo ai miei occhi e alle mie orecchie e ringraziavo mentalmente la mia buona sorte, dall'altra fremevo. ma no un fremere così en-passant, proprio un fremere-fremere che se lui smetteva di cantare e non mi aveva fatto Ritornerai io potevo schiattare lì, subito, di dolore proprio. e così lui parlava e io sotto bisbigliavo Ritornerai ti prego Ritornerai Ritornerai, ti senti sola, con la tua libertà, Ritornerai, Bruno, Ritornerai.

e lui mi vedeva che bisbigliavo che ero agitata che ero tutta nervosa e proprio devo avergli fatto tenerezza perché è venuto da me a chiedermi che avevo ma con dolcezza, mi ha appoggiato la mano sulla mano e m'ha chiesto (che adesso mi vien in mente che avrà pensato che non ero mica tanto normale ma all'epoca ho pensato che lo amavo) ed io gli ho detto proprio: Bruno se non mi canti Ritornerai io guarda, io muoio.

E lui allora l'ha cantata. a neanche un metro da me. guardandomi per tutto il tempo. ed io piangevo... piangevo... piangevo...diobono quanto piangevo.

il mio fidanzato dell'epoca comincia a darmi della scema che cacchio faccio a piangere in quella maniera, a far quelle scene, che io, lo devo ammettere, io ero ai singhiozzi. il nostro ospite l'ha zittito dicendogli: ma cosa dici? questa è la musica.

10/12/09

sul tradimento

il tradimento manda in pezzi non solo l'amore ma la fiducia nell'amore, la fiducia in se stessi, l'autostima.
questa frase l'ho letta in un giornale tanto tempo fa. l'ho ricopiata nel mio cellulare e da lì non l'ho ancora cancellata, come è evidente. perché il tradimento fa tutte quelle robe lì ma in più è talmente una merda che non riesci neanche a dimenticarlo.

l'umore roseo che ora mi pervade così ricolmo di fiducia nel futuro è dovuto a questo post di Splendidi, per le lamentazioni è meglio che vi rivolgete a lui.

vanità

tanti anni fa ho fatto domanda per entrare in Alitalia come hostess, col senno di poi è andata bene che non m'hanno cagato di striscio però all'epoca, che non m'avevano cagato di striscio, c'ero rimasta un po' male. comunque non è di questo che voglio parlare ma delle foto che gli ho mandato.

succedeva che per fare domanda dovevi rispondere a un questionario e vabbè quella era una roba semplice mappoi dovevi mandare due foto, una del viso e una a figura intera (col senno di poi vorrei sapere dove ho sbagliato).

ora, io ero giovane e paccioccona anche se magra come un chiodo, avevo il paciocco della giovinezza e così ho deciso di andare da un fotografo per farmi fare le foto belle che non potevo mandargli quelle di mio papà che, lo sapete, mio papà tende a fotografarmi in momenti più imbarazzanti che figaioli e io non potevo mandare la foto che faccio pipì. non sta bene (ma magari funzionava... col senno di poi anche questo non saprei dire).

dunque vado dal fotografo che mi fa tutte le foto (beissime alcune, altre veramente sembravo una defficiente) e poi una settimana dopo vado a ritirarle e ci sono solo le foto, non ci sono i negativi. allora mica che ero nuda (che col senno di poi, se ero nuda forse mi prendevano) ma io le foto mie perché ce le deve avere un fotografo? mi pareva una cosa mica tanto giusta da sapere a posteriori (che, col senno di poi, se le facevo di posteriore forse... bah!) e quindi è nata subito una questione morale che lui me lo doveva dire prima, che queste cose non si fanno e lui ribatteva che se io son stupida e non so le cose l'ignoranza non excusa ed io de gustibus non est disputandum (che mica lo so il latino ma sapevo quella frase lì cosa dovevo rispondere?!? cercavo di confonderlo) poi lui ex re res fit e io dijiridju (mi pareva oppurtuno) e finisce che io lo minaccio e gli dico: vabbeh! lei si tiene le mie foto ma le proibisco di esporle nel suo negozio, la faccia è la mia e lei non se ne può far vanto (la spocchiosa boria della diciannovenne). lui dice vabbè. io gli rispondo, stronso. e finisce lì.

anni dopo io già non vivevo più coi miei mi chiama mia mamma dicendomi: ooooh sid! son passata dal fotografo, c'era una tua foto in vetrina, bellissimaaaaa.

e io son stata tentata di correre subito là a dirci de gustibus res fit non petita  sto par de balle eh?!? ma la vanità di sapermi lì che mi guardavan tutti io non ho fatto niente (per quanto, col senno di poi, potevo darci fuoco al negozio, per esempio)

sono arrivata UNO


"Pissing"


"chi ha paura dell'uomo nero?"


e al PRIMO POSTO 
del fantastico contest BAMBINI DISADATTATI... 
 rullino le trombe, squillino i tamburi (e viceversa)


"settete" 

PS: se lo sa mia mamma mi fa un culo come una capanna. voi, per favore, acqua in bocca. tenchiù
PS2: la foto pissing arrivare al settimo posto c'è veramente degli elettori che io non capisco
PS3: però per favore, con mia mamma, silenzio. per favore!
PS4: mamma, se capiti di qui, guarda... si fa per scherzare, poi neanche un filo di cellulite... avercene. per dire. 

09/12/09

estiquatsi

piego le dita della mano destra e le porto quasi a toccare il palmo. avvicino la mano alla mia bocca e ci soffio sopra. porto la mano verso un ipotetico bavero della giacca e muovo in su e giù la mano a guisa di lucidare le unghie. mi guardo attorno con fare molto fico e pronuncio l'esclamazione in oggetto, che io (IO) c'ho i commentatori fichi. ma veramente. qui

oggi non ho scritto qui

ma qui. leggetevillo. (silvuplè)

08/12/09

Oulipo


se ne parlava oggi, con Andrea che, in qualche modo, Pigmeo, il nuovo libro di Chuck Palahniuk, ricorda molto uno dei loro esperimenti. nello specifico quello di sostituire le parole di una frase con la loro definizione da vocabolario. non è proprio così che succede in Pigmeo ma l'idea, forse un poco l'ha mutuata da loro. Per esempio, nel libro, la parola -adesso- viene tradotta con -prossimo ora-, la parola -dopo- con -prossimo poi-.  Leggere in questo modo richiede una attenzione totale, una sorta di dedizione. Distrarsi, saltare una riga equivale a non capire più nulla di quello che viene dopo. Nell'ottica di questa scoperta il libro è più interessante ad ogni pagina. Prossimo poi vi dirò meglio.

06/12/09

vite avventurose

e vabbè che sono andata a dormire che erano le quattro, ma mi sono praticamente alzata dal letto adesso.

cose che si incontrano quando vai a Milano

1) la puzza delle concerie a Montebello
2) il profumo delle fabbriche di pandori a Verona
3) la coda infinita sulla Modena - Brennero
4) la fila per l'uscita di Desenzano
5) la tangenziale est vuota
6) l'esselunga
7) una fabbrica di dischi
8) un libro pop-up
9) fumetti (ma tipo tanti)
10) una ragguardevole collezione di fototessere
11) Charles Lutwidge Dodgson e Alice sotto terra
12) le biglie vecchie, quelle di una volta

05/12/09

poi uno si domanda da chi ho preso

per un concorso molto importante a cui sto partecipando si è rivelato necessario andare a recuperare le mie foto di bambina. che sono in degli albi chiusi con la chiave tenuti in un cassetto sotto chiave in un armadio sotto chiave in una camera sotto chiave da mio padre nella casa paterna (cioè casa sua). mio padre si chiama Barbablù.

cercare di ciulare le foto a mio padre è una lotta dura ed aspra e forte, ci vogliono proprio tutte le spiegazioni e le rassicurazioni che si sfogliano piano gli album e che le foto non si toccano e non si prendono e non si guardano con occhi troppo intensi e, soprattutto, che non escono dalla casa paterna (casa sua, casa di Barbablù).

e questo è un casino perché a me le foto servivano fuori dalla casa di Barbablù che io le dovevo scannare per poi partecipare al concorso molto importante a cui sto partecipando.

ammetto che l'errore è stato mio perché sono andata là e gli ho detto, papà mi presti gli albi delle foto? e lui ha detto proprio NO. proprio subito subito ha detto NO. un NO bello deciso. un NO aspro e forte. allora ho tentato di intortarlo dicendogli cose del tipo: e un albo solo? NO! e solo due tre foto di un albo solo? NO. ma se ti giuro che le porto in ufficio, le scanno e te le riporto. tra andare e tornare non fa mezzora. NO. e se le guardo soltanto per ricordare. SI MA CON ME PRESENTE.

...sapevatelo, chi mi dice che Barbablù è intortabile non ha capito un casso.

allora m'è toccato andare a piangere da mia mamma, piangere fortissimo. piangere che ero una cosa strappabudella, non si poteva resistere al mio pianto di bambina allora mia mamma è andata da lui e ci ha detto ma dai ma su, solo tre foto. di un albo. mezz'ora  te le riporta. una cosa straziante, due ore per convincerlo, due ore a insistere.

alla fine, dopo due ore lui non ne poteva più neanche lui e m'ha dato il permesso di prenderne 3 per mezz'ora e è bastato solo che firmassi un foglio per ricevuta e gli pagassi 50 euri.

04/12/09

ai em de cempion, mai freend

sono una donna vincente ce lo sapete già, la mia vincevolezza trasuda copiosa da ogni scritto, in ogni parola che scrivo perché anche dalla scelta vincente delle parole vincenti si capisce se una è una donna vincente oppure no e, chevvelodicoaffare, qui si vince a piene mani qui si è donne vincenti e la vincevolezza trasuda copiosa.

comunque, volevo dirvi che io, io!!! IOIOIOIOIO, ho vinto, muà! (oooh yeah), al grande concorso LIBERIA DISADATTATA indetto giorni orsono su FF, io, muà, ho vinto il:

PRIMO PREMIO

la cronaca del fotofinish: una sbrancata di concorrenti tentò il tutto per tutto per batterla ma la sua forza morale, la sua caparbietà, il suo desiderio di primeggiare hanno sbaragliato ad uno ad uno tutti i concorrenti rimanendo soltanto una.

la motivazione della vittoria: ('cause the pussy always wins), miglior libreria con scarpe sopra te possino, premio Sohshito Nakakata per la letteratura orientale presente, disordine e dissociazione ovunque e soprattutto perché se non vincevi ci piallavi gli zebedei per tutto il ponte.

la foto della vittoria:

03/12/09

il mio permesso

c'è un nuovo blog in rete, ce ne son tanti di nuovi a dir la verità, ce ne sarà uno al minuto... forse anche di più, nel mondo uno al minuto potrebbe essere limitativo, ma a noi non interessa il mondo a noi interessa un blogghino specifico che è nuovo in rete e mi è particolarmente caro perché è frutto dell'amore di gruppo (amore di gruppo di cui, sapete bene ormai, lo Splendidi Quarantenni è splendidissimo sacerdote e noi tutti suoi adepti).

il blog si chiama così come il nome che ho scritto sotto ma non sbirciate tanto tra un po' ci arrivate e, secondo me, senza false modestie che poi sono anche sgradevoli, lo dico perché lo penso, secondo me è beissimo  questo nuovo blog. che si chiama così come c'è scritto sotto. ho detto di non sbirciare casso.

se vi interessa proprio sapere della vostra eroina (che sarei io) che cosa ha combinato dall'altra parte -che sarebbe quel blog nuovo che si chiama così come è scritto sotto- ma è ovvio che vi interessa sennò mica stavate qua a leggere nel mio blog, giusto? (a parte che c'è un botto di gente che viene qui per via del mio blogroll che in effetti è fatto bene lo so ciò un bel blogroll di gente parecchio faiga e brava e quindi so per certo che c'è tanta gente che passa di qui più che per il mio blogroll che per me). giusto! vi interessa!  dunque sappiate che di là ci ho già scritto un paio di cose che mi sembrano anche molto interessanti e di livello medio/alto tendente all'altissimo, quindi io vi consiglio di andare a dare un occhiata per non perdervi il continuo delle mie fantastiche avventure.  

comunque... scusate un attimo, me la gente che si distrae mi fa venire il nervoso, scusate un attimo, arrivo subito:  EHiii !!! te che guardi il blogrooool! ehi tu?!? mi vedi!!! sono qui! sono la sid! questa sarebbe anche casa mia mi puoi guardare cinque minuti? due? 3 secondi? ecco bravo. dunque il nuovo blog si intitola così.

e ora andate e godete tutti. vi do il permesso.

02/12/09

diversa

la vita è diversa. ragionavo che io a marzo di quest'anno non avevo mai sentito parlare di Nori, Cornia, Charms o Eroveef, Benati o Learco Pignagnoli (diobono ve la immaginate la MIA vita senza Learco Pignagnoli), non conoscevo la Fata. io ad aprile di quest'anno non sapevo che gli Splendidi mi avrebbero adottato. Più o meno nello stesso periodo incontravo per la prima volta Elena.

non sto facendo una classifica o un elenco perché sarebbe semplicemente incompleto. sto semplicemente pensando che uno si fa le sue storie nella sua testa e a seconda degli stati d'animo crede che la sua vita sarà in un modo o in un altro ed è categorico in questa sicurezza, io non sarò mai più oppure io sarò sempre, e magari, cinque minuti dopo incontra qualcuno che sarà importante o farà una cosa nuova che scatenerà cento altre curiosità, interessi.  

oggi ho incrociato l'uomo con cui credevo avrei passato tutta la mia vita, non lo vedevo da 6 mesi., non ci siamo praticamente parlati. a settembre non ero mai salita in una moto, a ottobre avevo la patente ed ero già caduta due volte. Chiara e Francesca leggono Ugo Cornia perché gliel'ho suggerito io, ci sarebbero arrivate comunque ma lo leggono adesso perché io gliene ho parlato adesso. E loro, qualche mese fa, non sapevano neanche che ero al mondo. ho iniziato un corso sommelier dopo una figura peregrina e lì ho incontrato una donna fondamentale per me, Letizia.

la vita è diversa, in positivo e in negativo ma alle volte hai fortuna. tutto qui. 

01/12/09

invito a cena con architetto

voi sempre NON fate come me. voi, i vostri architetti, guardateli prima. che se siete impegnate a controllare fogli foglietti conti e conticini e non guardate il vostro architetto poi, quando lui vi invita a cena in un modo che trovate molto carino e alla prima occhiata il tizio, l'architetto, non v'era parso malaccio, voi poi vi succede che se vi trovate a cena con lui ed avete quindi del tempo per controllare mentre mastica vi accorgete poi che l'architetto in questione vi pare un po' prepuberale.

e allora siccome a voi vi hanno insegnato a non mandarle a dire voi, all'architetto gli dite, mi pare che te sei un po' giovane in qualità di potenziale amante che in qualità di architetto se sei bravo puoi avere anche 10 anni per quello che mi riguarda, quest'ultima frase a lui l'ho fermata a giovane, tutta la parte da  -in qualità di- era sottointesa ma ben comprensibile tant'è che lui subito dice 32 e mi rigira la domanda.

io allora proprio ho riso. ma parecchio. sarà che sentivo la mia vita sessuale andarsene definitivamente a ramengo che m'è venuto da ridere parecchio e così ridendo parecchio gli ho detto -parecchi di più di te- (che la parola parecchio stasera mi piace abbastanza). e lui, che sarà architetto ma non è evidentemente scaltro che se una ti dice parecchi di più te non cominci dai 30 ma lui aveva la galanteria a mille bisognava capirlo, lui insomma, lo scaltro comincia dai 30 per salire uno alla volta fino ai 40.

e più lui saliva coi numeri più gli si abbassava la mascella. quando ho urlato BINGO! c'aveva na paresi!

e comunque, compitare uno alla volta dal 30 al 40 è una roba lunghissima. uno sgarbo che non me lo doveva fare.

30/11/09

sono una persona orribile?

vi avevo già rivelato che all'esame di maturità ho volutamente passato il compito sbagliato a una mia compagna di classe? poi l'hanno bocciata. ve l'avevo rivelato? questo non fa di me una persona orribile vero? eh? (vi rivedrò mai più?!?).

vento

questa mattina mi sono svegliata col rumore del vento. era fortissimo. dopo cercavo la sofia dappertutto ma non la trovavo da nessuna parte. dopo l'ho trovata. era nascosta dietro la lavatrice. si nascondeva dal vento. le faceva paura.

paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura paura

il dono di un NON amico

non ho smesso di ricevere poesie a 35 anni, ne ricevo anche oggi. (quasi) tutti i giorni. (no, non è vero ma tanto chi lo sa che non è vero?) (che le ricevo quasi tutti i giorni intendo) (neanche ogni pochi o ogni tanti. proprio in effetti erano 5 anni che non ne ricevevo ma io son una che si abitua facile ai vizi, se devo dire)

***
dietro l'angolo un sogno nel cassetto
purtroppo morsi (che sta per morii)

da lui

29/11/09

papapam, via il reggicalze


Mi chiamo Regina ma tutti mi chiamano Tigì. Sono la moglie dell'uomo più popolare di Parigi. In effetti, bravo è bravo, per carità, ma la fama è una cosa così irreale ed effimera. La gente non capisce.
Lui d'altronde che fa? Sta seduto ore in una stanza e guai parlare, guai fiatare. Chi è che lava, stira, taglia, cuce, alleva e prepara i figli? Chi se ne cura? Non è mica lui. Bella la vita eh?
Poi non è che faccio tutto io mi aiuta Matilde che è con noi da una vita. Noi... perché parlo al plurale poi? E' con LUI da una vita. Fa il servizio di giorno e poi quello del pomeriggio quando sono nella mia stanza a riposare o fuori a fare spese. Cosa ci troverà poi lui in quel culone, quelle gambe gonfie, quelle mani rovinate dai panni?
E' la fama. La fama per me. D'altra parte sono sposata con l'uomo più popolare di Parigi. Dici scrittore e tutte queste gli svengono ai piedi. Aaaaah, lo scrittore! e patapam via il reggicalze.
Siamo sposati da 10 anni ormai e lui ne avrà avute ormai mille, ah! per me può arrivare anche a diecimila con la sua smania di essere il grande scrittore anche in camera da letto.
Ma non lo vedono, loro, quando tossisce per quella brutta pipa che fuma sempre, non lo vedono, loro, quando gli sanguina una ferita o il cibo gli rimane incastrato nei denti. Aaaaah il grande scrittore.
Ma a me non m'incanta. Quando me lo son preso non era nessuno. E' grazie alla vita che io gli ho permesso di condurre che lui è diventato ciò che è. E quando prova a toccarmi, in camera da letto, io adesso mi faccio venire sempre il mal di testa. Così impara.

dal Diario Immaginario di Tigì S.

m'è venuto in mente

oggi, mentre scrivevo la pagina di diario immaginario immaginando, appunto, come la mia amica americana Barbara avrebbe potuto parlare di Venezia, m'è venuto in mente quanto in quella vacanza io non avessi fatto altro che sperare, per tutto il tempo, che lei se ne andasse. Tanto io l'avevo adorata nei miei soggiorni americani tanto m'aveva profondamente annoiata ed infastidita durante il suo viaggio in Italia. Tant'è che mi ci sono voluti 8 anni per aver voglia di rivederla di nuovo e in realtà l'ho vista solo perché ho fatto una tappa, l'anno scorso a Los Angeles sennò, per me, poteva sparire per sempre dalla mia vita 9 anni fa. Il giorno della sua partenza.

quello che avevo mal sopportato, in lei, era il suo pressocchè totale disinteresse a guardarsi attorno. ho sempre trovato la pigrizia il peggior compagno dell'ignoranza e lei li possedeva gloriosamente entrambi e trovarsi in Italia ed avere come unico desiderio quello di poter dire di esserci stati un delitto meritevole di punizione.

di Firenze, per esempio, lei voleva solo poter dire di aver bevuto vino in una piazza toscana questo perchè la sua amica MJ durante gli anni di università era stata in Italia qualche mese ed aveva raccontato della meraviglia di trovarsi, alla sera, a bere vino con gli amici in una piazza toscana. e ricordo proprio come se fosse ieri di come aveva schifato qualsiasi cosa, dal Duomo agli Uffizi  al Ponte Vecchio per sedersi ad un tavolo in piazza a bere vino rosso. ricordo anche che mi aveva chiesto, forse per la duecentesima volta, Ma siamo in una piazza toscana? ricordo anche di aver bestemmiato, per la prima volta non in silenzio che quel tour de force in giro per l'Italia e l'Europa mi stava uccidendo, e sillabando bene, di averle detto: stai bevendo vino, siamo in una piazza, Firenze è in Toscana. Si! stai bevendo vino in una piazza toscana.

intendiamoci, il viaggio per me è un viaggio a metà se non c'è anche il vino ed il cibo in mezzo, ma io, prima di partire, per qualsiasi meta, ho fatto sicuramente qualche lettura, qualche itinerario, ho comprato guide, me le sono lette, o preso piantine, ho ipotizzato un tragitto, ho guardato internet insomma, ho in qualche modo cercato di capire prima cosa mi sarebbe piaciuto vedere e fare per poi lasciarmi andare al godimento una volta raggiunta la mia meta.

lei invece era venuta in Italia completamente impreparata e per niente vogliosa di imparare, Venezia, per esempio, lei non aveva idea che ci fosse l'acqua, a Venezia, e io le avevo pure regalato un libro diversi anni prima. Libro che, evidentemente, non aveva neanche sfogliato.

Durante i suoi 15 giorni italiani aveva insistito, a morte, per andare a Parigi, ecco Parigi io l'amo nel profondo, Parigi è la mia città di elezione, Parigi, non esagero, la conosco proprio bene avendola vissuta da parigina e non solo da turista e ci sono stata almeno 30 volte eppure io Parigi, quella volta lì l'ho odiata. qualsiasi luogo, locale, chiesa, giardino, strada, qualsiasi cosa noi abbiamo fatto o visto fu una costrizione, un disinteresse, un peso per lei.

La sua amica Sue le aveva detto che adorava andare al Sacre Coeur durante il suo soggiorno parigino e quindi l'unica cosa che Barbara voleva poter dire era di essere stata al Sacre Coeur (che io personalmente non mi piace neanche molto e non ci vado volentieri).

Così, il giorno della partenza abbiamo fatto un po' di giri e la prima chiesa che ho visto le ho detto che era il Sacre Coeur. Lei allora si è messa a piangere dalla commozione che era al Sacre Cour e poi è corsa a comprare le cartoline da spedire agli amici per dirglielo.

28/11/09

quanto se la tirano

La mia amica me l'ha regalato un libro su questa città ma io non l'ho neanche sfogliato. Non mi piace leggere. Vabbé è un libro fotografico ma che c'entra? Non mi piacciono i libri. A casa quasi non ne ho, io preferisco la mia collezione di sirene e di acchiappasogni.
Comunque oggi ci siamo andate, lei ci teneva tanto che la vedessi dice che è la città più bella del mondo. Per carità, non discuto, i gusti son gusti ma la città più bella del mondo... quanto se la tirano questi italiani. E San Francisco, Miami, New York, Boston ma anche Malibu beach o Zuma beach. Sex, fun & rock n'roll. Sometimes some pott. Boooy that's life!
Oggi ci siamo andate. Io ero un po' stanca, sto fuso m'ammazza eppoi le gambe sempre gonfie che mi son venute da quanto sto qui. Quando torno vado dal medico,  di corsa volevo dire ma, mica tanto di corsa! Son tanto stanca.
E' vacanza questa? che da quando sono arrivata non faccio che saltare da una parte all'altra. Padova, Verona, Lago di Garda e poi Liguria, Toscana che io volevo vedere Firenze ma lei m'ha portato anche a Pisa, a Lucca e oggi era la "città più bella del mondo". E io invece son solo così stanca che vorrei qualcuno che mi prendesse in braccio e mi portasse in giro lui.
Comunque oggi ci siamo andate e quando siamo arrivate devo dirlo che non capivo. C'era acqua dappertutto. Proprio già fuori dalla stazione subito un fiumiciattolo tipo, un canale e poi ponti a destra e sinistra, devo dirlo ponti bellissimi e molto molto vecchi questi ponti e poi ancora canali e ponti più grandi e più piccoli e canali più grandi e più piccoli e acqua e poi barche, motoscafi e traghetti e io ero stupefatta proprio io ero lì incredula a guardare questa città che non capivo e ho domandato, alla mia amica, Ma le auto? Dove passano le auto?

dal Diario Immaginario di Barbara G.

cena sommelier 2009: sono sopravvissuta

antipasto:
Champagne Cuveè Cristal 2000
Chardonnay Doc Garda Sandro De Bruno 2004

primo:
Langhe Rosso MonPrà Contarno Fantino 2000

secondo:
Bordeaus Chateau-Lascombas Margaux 1997
Blauburgunder Sanct Valentin 1997

dolce:
Passito Bagnoli Il Dominio Friularo 1995
Olivares Dulce Monastrel Jumilla 2004

***
se dio vuole vado a dormire. non ciò più l'età io per sti tour de force enologici. ero ubriaca già agli antipasti. gnaapossofà! e però prosit!

27/11/09

500

ridendo, scherzando, cazzeggiando e un po' piangendo, citando, leggendo, parlando, guardando e anche molto raffazzonando... questo blog è arrivando, con questo post qui, al numero di

500

mi piacendo festeggiando e venendo in mente qualcosa che coinvolgendo anche chi, tutti i giorni, passando per di qua. non sapendo. facendovi venendo voi una idea una volta ogni tanto. santoddio dovendo sempre facendo tutto io, qui. per la madosca. a volte non vi sopportando proprio voi che leggendo sempre e non proponendo mai una bella idea per festeggiando il cinquecentesimo post di questo blog che scrivendo da un po' di tempo vi allietando la vita.

perché ve la allietando la vita io vero? oi se ve la allietando per la madosca. quindi commentando copiosi e facendovi venendo idee per festeggiando. grassie.

AHAHAH! piccole Sansone ritornano
sottotitolo: de pauer of de franget det is ricresciut

Prima ero nella mia nuova casa che stavo controllando i lavori con l'architetto, stavamo parlando delle modifiche da fare, delle prese dei punti luce, delle tubazioni, mi stava facendo vedere i problemi incontrati, le cose risolte, le disposizioni da cambiare insomma tutte quelle cose lì che son emozionanti da morire quando ti stai rifacendo la casa proprio nuova nuova a tua immagine e somiglianza.

Dopo avevamo finito e stavo per andarmene e l'architetto mi dice allora ci vediamo lunedì in tardo pomeriggio così diamo un'occhiata ai sanitari, le piastrelle, le cose che ti piacciono, i colori quelle robe lì. E io gli dico, certo, verso che ora vuoi che arrivo? E lui, ti fermi a cena?

Ecco di cosa parlano le donne quando sono sole e nessuno le ascolta


prima della lettura del dialogo che segue è bene precisare che:

la diatriba nasce da uno spettacolo teatrale nominato Ultimo Pignagnoli Ballabile Mondiale che si terrà il 18 dicembre in provincia di Reggio Emilia al quale Chiara e lo Splendido non potranno partecipare per un sopraggiunto impegno di uno dei figli. La donna (Chiara) pur felice di assistere all'impegno del figlio che  è assai più importante dell'Ultimo Pignagnoli Ballabile Mondiale, ella rosica come un camion di scimmie urlatrici.

anche se si stenterebbe a crederlo i fatti narrati sono fatti veri
anche se si stenterebbe a crederlo l'età media delle bambine dell'asilo protagoniste dei fatti narrati è 40 anni

***
Mastrangelina: (a proposito di “Sulla felicità ad oltranza”di Ugo Cornia) non è doloroso in assoluto è felicità che nasce anche dalle cose tristi, ci sono delle frasi bellissime e delle cose che ti vien da rileggerle cinquanta volte :)

Sid: e TU, TU, TU lo conoscerai il 18 di dicembre per il Pignagnoli Ballabile (scusa Chiara)

Chiara: vi odio a voi due

Mastrangelina: esulto con calma per rispetto agli splendidi :)

Fata: oi il 18 ci sono pure io :)

Chiara:  io sento che qua si trasuda cattiveria, ecco

Sid: odiaci a noi tre per favore – anzi odiaci a noi quattro che viene anche la Elena G.

Chiara: io fortuna che ci ho i due figli migliori dell'universo per cui mi sacrifico volentieri, sennò ocio che vi frequentavo ancora a voi, perfide

Mastrangelina: io ieri sera ho aperto il libro del Pignagnoli e ho iniziato a ridere come una demente sull'atto teatrale finale.. al che c'erano i miei che mi hanno guardato preoccupati :)

Sid: penso che allo spettacolo ULTIMO PIGNAGNOLI BALLABILE MONDIALE penso che lo faranno l'atto teatrale finale. (scusa chiara)

Chiara: sei stronsa e io stasera a te ti metto il veleno nella minestra, un veleno no mortale, però. una roba che tipo diventi cicciona per una decina di minuti, il tempo che cominciamo a sghignazzarti che sei CICCIONA, poi ti passa.

Elena: cosa succede il 18? Anche se credo che Sid faccia riferimento ad un'altra Elena…

Chiara: c'è l'ultimo spettacolo mondiale del pignagnoli ballabile. Ma io quella sera là, pfui, ciò da fare, ho il concerto del mio bambin e poi mi dovrò abbuffare di cibo delizioso, tipo sushi, tipo capesante col riso venere, delle cose afrodisiache per affrontare la notte di sesso fantasmagorico che mi aspetta, invece quelle del pignagnoli al massimo son lì che si fanno le PIPPE mentre i pignagnolisti gli fanno gli autografi, che io neanche li volevo, gli autografi, anzi secondo me i pignagnolisti gli autografi a quelle quattro streghe glieli fanno FALSI, cioè un pignagnolista fa l'autografo al posto di un altro, ahahahahah, che perfidia, quindi una bufala, proprio. Eppoi sì, ci sarà anche la nebbia in val padana quella sera là, come minimo, e loro si perderanno nella campagna reggioemiliana e l'unica anima che andrà in loro soccorso sarà una che vive in una casetta che si regge su una zampa di gallina, e costei si chiama baba Jaga e loro dovranno abitare da lei finché non si diradano le nebbie, tipo un paio di mesi. E basta così, mi pare una pena abbastanza sufficiente

***
Nota a margine:
si, siamo proprio così. diciamo che è il nostro bello.

26/11/09

Come fu che la nostra eroina decise di fare un corso sommelier

Qualche anno fa la nostra eroina era riuscita ad avere appuntamento col gesùcristo del settore nel quale lei lavorava. Dico gesùcristo per indicare l’apoteosi massima di appuntamento del settore nel quale lei lavorava. gesùcristo potrebbe essere sostituito con la nadiacomaneci della ginnastica artistica o il newton della gravità.

La nostra eroina era giovane. Il gesùcristo parecchio meno giovane di lei quindi lei sentiva necessaria e precipua questa necessità di darsi un tono. Di non apparire giovane, leggiadra ed inesperta ma invece tosta e capace e sgamata e vecchia di lunghissima esperienza nel settore nel quale lei lavorava.

La nostra eroina pertanto parlò tutto il giorno con fare altezzoso ed antipatico dando del tu al gesùcristo anziano, tenendo bene le spalle dritte e prodigandosi in -massai, noi facciamo questo, massai noi facciamo quello, massai noi qui, massai noi lì, massai per mia filosofia, massai che domande, massai ma certo.

La nostra eroina dopo aver lungamente parlato di quanto lei sapesse fare nel settore nel quale lavorava decise di offrire al gesùcristo un lauto pranzo in un locale di grande livello dacchè lei era abituata a frequentare, data la sua altezzosità ed esperienza nel settore nel quale lavorava, solamente locali di grande livello.

Il gesùcristo rimase ad ascoltarla per tutto il tempo, diciamocelo, solo perché le voleva dare una bella  ripassata, non è carino dirlo ma è la verità perciò sopportò stoico tutta quella montagna di cazzate riconoscendo, da gesùcristo qual era, la fantasticheria intrinseca di cui la nostra eroina era in realtà dotata.

Quando furono al tavolo, dopo un’attenta occhiata alla lista dei vini, il gesùcristo le disse: che dici? prendiamo un Dolcetto?

E lei, quella cretina idiota colliona che non era altro, lei, con quel fare spocchioso ed altezzoso da gran dama di società, da regina d’inghilterra di stoccavolo, lei, invece di tenersi quella casso di bocca cucita lei riuscì a proferire, con un orribile tono da essere superiore e perdippiù stronzo:

massai, cosa poscio dirti, un vino dolcie a passto, non mi pare il cascio!

La cosa grave fu che lei non si accorse neanche di aver pestato una mmerda e non si corresse, dacchè, in effetti, lei pensava di aver fatto un figurone da gran esperta. La grandezza del gesùcristo si dimostrò nel suo mantenere immutata l’espressione nel volto (ma forse era una paresi da stupore), e senza neanche sghignazzare, senza neanche sbottare in una risata o in un pianto dirotti, senza neanche metterci il carico da undici, senza neanche fare nulla lui, semplicemente, le disse: Sid, il Dolcetto non è un vino dolce.

A quel punto, alla nobildonna, se si rompeva l’elastico delle mutande scompariva di meno.

che monelo

ieri sera erano quasi le dieci ero a fare la spesa al supermercato che vicino all'ufficio ho un supermercato che tiene aperto fino alle dieci di sera e quello è l'orario in cui non c'è finalmente più nessuno che compra cose. a me non piace molto andare lì perché è un centro commerciale più che un supermercato solo che avevo finito i mollicini per le Signore Trattorini mi sbranavano se non portavo i mollicini che loro secondo me mangiano le crocchette giusto per avere diritto ad un mollicino al giorno.

comunque sono lì che giro tra gli scaffali che m'era venuta voglia di comprare anche un pacco di biscotti che io i biscotti non è che siano la mia passione eppure son un po' di settimane che li sgranocchio volentieri non saprei come mai forse sono troppo liquida, ho bisogno di riequilibrare. non saprei. boh. non so proprio rispondermi. comunque son lì che giro in cerca dei biscotti quando mi si para davanti un bronzo de riace ne noantri, un bell'armadio d'uomo me lo trovo lì a due passi da me, lui è di profilo un po' di tre-quarti in realtà e sto bell'armadio d'uomo è lì che mi guarda con l'occhiata scusa e provocatrice, da monelo di Buzzanchiana memoria.

siccome ultimamente mi pare che non mi guarda più nessuno io a vedere l'occhiata monela che mi guarda io mi son un po' messa a sorridere e me lo guardavo anche io lui me lo guardavo,  che gli ero di fianco di profilo ero quasi di tre-quarti e me lo guardavo mentre facevo finta di ammirare i pacchi di pasta di gragnano e mentre son lì che me lo guardo proprio mi accorgo che lui è veramente un bel ragasso, alto moro  mascella volitiva insomma dai il tipo mediterraneo con l'occhio scuro bello che mi guardava,  oi mi guardava in continuazione ad un certo punto volevo dirgli eh, smettila sai con quel fare indagatore, porcino e malandrino.Smettila sai!

poi finalmente si sposta e si gira meglio verso di me che io ero già lì che pensavo adesso trova una scusa per chiedermi qualcosa son sicura che culo che ho sono anche truccata ho i capelli in ordine sono a posto, sti jeans mi stanno daddio, questa magliettina mi dona un sacco mi pare anche che sono più magra di ieri evvai sid dacci dentro vai sid colpisci vai sid conquista come solo tu sai fare vaaaaa meravigliosa donna vaaaaaai

comunque lui era proprio strabico.
un occhio guardava me l'altro puttaninburgo.
poi a questo punto non son neanche sicura che guardava me.

25/11/09

Quasi amore

Io mi permetto, su Anobii, senza alcun titolo e senza alcuna preparazione, io mi permetto di giudicare i libri che leggo. Lo faccio in base ad un unico parametro che è la mia pancia. Alla mia pancia piace, alla mia pancia non piace. Poi c'ho le mie motivazioni per il bello o brutto, che non sono ovviamente dei bellobrutto assoluti ma il bellobrutto della mia pancia.

Perciò io mi sono permessa di giudicare Simenon o Kristoff o Saramago o Neruda o Calvino o Buzzati e più recentemente Nori o Colagrande o Cavazzoni o Manganelli. Io mi son permessa di giudicare questa gente qui ed ho motivato il mio giudizio. In modi diversi perché diversamente m'avevano colpito ma sono sempre riuscita, in qualche modo, a circostanziare il perché il percome e cosa esattamente mi avevano ispirato ed avevano provocato in me.

Ecco, a me Ugo Cornia piace immensamente. Io sono emozionata quando lo leggo e costantemente colpita dal modo in cui usa parole che decide di scrivere, gli episodi che sceglie di raccontare, i viaggi che portano la sua testa e dunque te che leggi a ragionare da una cosa all'altra e poi tornare indietro, e soprattutto da quella sorta di euforia che pare sempre avere addosso e dal garbo e maniera con cui riesce a parlare di ogni argomento: dal sesso, che lui sa rappresentare come raramente m'è capitato di leggere, in modo così lussurioso eppure elegante che ogni volta mi sono trovata a desiderare di vivere un momento uguale a quello che leggevo nello stesso identico modo in cui lo leggevo tanto mi pareva gioioso e intenso, ... dal sesso dunque allo straniamento al dolore per la mancanza, per la morte di un caro.

Ecco a me Ugo Cornia piace immensamente eppure non riesco mai a dire nulla che spinga gli altri a leggerlo. Io in questi mesi ho regalato o consigliato ogni tipo di libro a chiunque eppure Ugo Cornia che così tanto mi provoca io non sono mai riuscita a spiegarlo, a raccontarlo. E la spiegazione che mi do è che lui è talmente tanto, talmente così troppo che la mia testa non ce la fa. E' troppo piccola, secondo me.

Quello che posso tentare di dire su Quasi amore per consigliarvi di leggerlo era una sensazione che io ho avuto durante tutta la lettura. Mi pareva di riconoscermi in certi pensieri ed in alcune sensazioni ed emozioni e mentre ero lì che leggevo e mi dicevo -come me! come me! anche io!- allo stesso tempo realizzavo che io non sarei mai stata in grado di esprimere quei pensieri sensazioni ed emozioni a voce, non sarei mai stata in grado di spiegarle e invece lui ci riesce, magistralmente se posso dire, e le senti tue. Sembra, a volte, che è lì che sta girando nella tua testa a scegliere le cose che c'hai dentro per tirartele fuori e spiegartele.

Vedete... anche adesso, son qui che scrivo scrivo e non riesco a spiegarmi per niente. Non so, ad un certo punto, stanotte, m'è venuto da pensare che forse la filosofia, oltre che a tentare di rispondere alle grandi domande del se, serve anche per spiegare a chi non la pratica cosa gli passa per la testa e per lo stomaco.

Leggete Ugo Cornia. Leggetelo tutto. Io ho finito stanotte Quasi amore ma gli altri m'avevano colpita, per ragioni diverse, nello stesso identico modo. Poi, secondo me, dopo si sta meglio. Anzi, durante e dopo si sta molto meglio.