28/01/15

le correzioni

mio marito, su twitter, l'8 gennaio scriveva:
L'altra vera sfida che ci attende: pronunciare bene Houellebecq!
io, da feltrinelli, il 10 gennaio domandavo:
è arrivato l'ultimo di Ollenbec?!?  

(poi mi ha guardato un po' stranito, è arrossito e si è allontanato in fretta) (e poi anche, visto che siamo qui a fare i rinfaccini, poi lui legge il mio blog e invece di dirmi se un post gli è piaciuto o non gli è piaciuto, se ha riso o non ha riso, lui mi dice gli errori di grammatica)

27/01/15

piccole cose di stupefarmi

mia cugina mi ha chiesto l'amicizia su facebook. è una cugina che abita tipo a 5 minuti netti da casa dei miei ma io non la vedo saran 10 anni. noi veneti siamo un po' così. ci piace stare per i cazzi nostri o forse non c'entra tanto che siam veneti, boh non saprei... comunque! (che non era di questo che volevo parlarvi) mia cugina mi ha chiesto l'amicizia su facebook e io non ero sicura di accettare perché non riconoscevo la foto e neanche il cognome. nel senso che il cognome è quasi come il mio ma non è uguale. tipo cambia una lettera. esempio: io faccio silvia cognome e lei fa claudia cognime. siccome noi siamo proprio prime cugine che mio papà è il fratello piccolo di suo papà, ero lì che leggevo sto cognime e non mi suonava giusto.

allora mi sono ricordata che quando ero piccola e guardavo le pagelle di mio papà non ce n'era una col cognome giusto e lui, ridendo, mi raccontava che mio nonno non era sicuro sicuro sicuro del suo cognome e ogni tanto lo scriveva in un modo ogni tanto in un altro così è andata a finire che, all'anagrafe, c'è mezza famiglia di cognime e mezza di cognome.

secondo me questa è una cosa mbelliffima!

26/01/15

ancora a proposito di lusso

il venerdì sera amiamo trovarci in un localino in centro. questo incontro settimanale, fisso, nel bar della Sonia è iniziato da poco, a settembre ma è diventato ben presto un'abitudine. perché da Sonia si sta bene, si sta talmente bene che il bar non si chiama neanche così ma siccome la sera c'è la Sonia è diventato il bar della Sonia. punto. ha cominciato Silvia poi mi sono aggiunta io e poi Ale poi Daniele e Roberta e poi io l'ho detto a Nicola e lui l'ha detto a Massimo e all'altro Nicola che però noi chiamiamo "il tortellino" e insomma... abbiamo cominciato a trovarci il venerdì sera dalla Sonia. che è un modo di dire dai, diobon!, xè finia ea settimana desso inissia eo sbrego. e infatti un pochino ci sbreghiamo. venerdì sera ci siamo organizzati e abbiamo prenotato la saletta al piano di sopra. Nicola, Massimo e il Tortellino sono arrivati col pesce. Sonia ha messo a disposizione quintalate di Cremant d'Alsace. quando il locale ha chiuso, alle 10.30, siamo andati tutti di sopra e abbiamo chiacchierato e riso e scherzato e magnato e bevuto e questo, signori miei, è il lusso di cui continuo a parlare. che non c'entra niente ma niente ma niente niente niente coi soldi. per fortuna.

23/01/15

area di comfort

l'area di comfort è quella dove ci troviamo quando facciamo quello che ci è solito. quando siamo nel nostro ambiente favorevole. quando facciamo quello che sappiamo fare e lo facciamo bene ma non rischiamo. uscire dall'area di comfort può creare stress e tensione ma sono quelli i momenti in cui si cresce e si migliora. oggi, di nuovo, dopo 4 anni e mezzo esco dalla mia area di comfort e mi rimetto in gioco. 

20/01/15

silvia and silvia

A natale ho chiesto a Silvia di darmi supporto fisico e morale. in un impeto di generosità e deficenza ho invitato la mia famiglia per il pranzo natalizio. nel momento esatto in cui pronuncivo la frase "maddai venite faccio tutto io" dentro la mia testa mi sentivo anche pronunciare "occazzo!" così ho chiesto a Silvia di darmi una mano e lei, che è persona di una generosità fuori dal comune non solo è venuta a darmi una mano ma ha anche fatto tutto lei. io però ho lavato i piatti e le ho tenuto pulito il banco lavoro -garzon de botteg spicciame casa!- poi è arrivato il giorno di natale e c'è stata una cosa che mi ha fatto un piacere grande e una che mi ha fatto piacere meno. quella che mi ha fatto piacere grande è che i miei, nella più complete autonomia, tutti, avevano preso un pensierino di natale anche per silvia. che è una cosa che sinceramente non mi aspettavo, cioè io lo so che i miei sono educati ma che in contemporanea mia sorella, mio fratello, i miei genitori tutti quanti pensassero anche a lei mi ha reso molto felice. la cosa che mi è piaciuta meno è che adesso quando si pronuncia Silvia a casa mia non è più per intendere me. oi! si sono innamorati!!! <3

19/01/15

lusso

Il lusso, per me, è quella cosa che ti prendi il tuo tempo senza assilli. E' andare in giro per il mondo. E' passare una serata con gli amici, una serata di quelle belle. E' bere e mangiare bene. Sabato sera c'è stato lusso a profusione a casa nostra. Gli amici più cari, 7 piatti diversi di pesce. il franciacorta pas dose e quel premier cru che abbiamo preso in borgogna. che era buono in una maniera che io non me lo ricordavo. a berlo mi si è riempita la testa di gusti, sentori, profumi e soprattutto della passione di quelli che l'hanno fatto. questo, secondo me, è il lusso vero.

16/01/15

un po' di tristezza un po' di giubilezza

ho appena scoperto che domani ci sarà un Pignagnoli Ballabile a Reggio e io non ci posso andare. noaoaoaoaoaoao! epperò sono assente giustificata perché per domani sera abbiamo organizzato una cena-amichettis per aprire il Borgogna acquistato durante il nostro ultimo viaggio (in Borgogna).

15/01/15

primo post del 2015

prima delle ferie sono andata a comprarmi un paio di pantaloni. sono andata dritta alla 38 che sarebbe la 42 di quando ero giovane. li volevo in finta pelle, di quelli molto molto aderenti e la 38 mi stava larga così ho preso la 36. adesso che sono tornata dalle vacanze ho paura di provarli.

17/07/14

queste sono le mie impressioni adesso che sono rientrata da Londra dopo esserci stata la prima volta

io a Londra mi sono sentita a casa.

la conoscete quella sensazione vero? faccio un po' fatica a spiegarla, ci provo, vediamo. è quella sensazione che quello è il tuo posto nel mondo. in quel momento, in quel luogo tu sei compiuto. non hai paure o dubbi o insicurezze. non pensi ah non conosco la strada, ah come mi sento fuori luogo, tu quando giri per Padova (o per Milano, Bergamo, Alassio) che sei di Padova (o di Milano Bergamo e Alassio) tu anche se non conosci un posto anche se non conosci la gente che incontrerai con cui dovrai interagire, tu non hai paura o non hai il dubbio che non ce la farai. ecco, io a Londra mi sono sentita così.

mi pare che quella città mi abbia accolto completamente, da subito e anche se io non sapevo dove andare non conoscevo le strade non avevo idea delle persone che avrai incontrato, con cui avrei interagito e soprattutto come loro avrebbero interagito con me ecco, nonostante questo io non mi sono mai sentita turista, non mi sono mai sentita con lo spaesamento nello stomaco. io non so se mi riesco a spiegare. temo di no.

a Londra ci siamo stati 4 giorni e ogni giorno io ringraziavo Ale perché mi ci aveva costretto con la forza a venirci che io sono un po' scema, sono una che ritorna nei posti e li preferisce a quelli nuovi. io sono il tipo di persona che preferisce conoscere una città come le sue tasche e sentirsene padrone piuttosto che esplorare nuove realtà e in effetti è una idiozia perché poi scopri che quella che pensavi fosse una città fredda e snobbona è in realtà tutta un'altra roba. e poi soprattuto ti accorgi che sei li che cammini per queste strade che non hai mai fatto con una cartina perennemente sotto il naso e ciò nonostante ti senti talmente a tuo agio, talmente protetta da questa coperta di benessere che ti pare che tu ci vivi da sempre in quel posto lì.

l'ultimo giorno ce lo siamo goduti fino all'ultimo momento possibile, rischiando di perdere l'aereo persino. e io ero mano nella mano con mio marito e lo ringraziavo e gli dicevo che io ci stavo bene lì e che c'ero stata bene lì e che non sapevo come dirglielo in altro modo ma che io mi stavo sentendo a casa ed ero felice.

16/07/14

una cazzata ma bella (per me)

la scorsa settimana, subito al rientro da Londra mi sono presa il pomeriggio libero. il mio capo americano (io lavoro per una società americana) era a Padova, di passaggio con la famiglia in un giro di 20 giorni in Italia. Era a Venezia dal sabato precedente e gli avevo proposto, se aveva voglia, di incontrarci per cena così perché non capita spessissimo che ci si veda. lui invece mi aveva chiesto di prendermi la giornata di ferie per passare il tempo con loro. non nego che mi ha fatto piacere, puoi lavorare bene con qualcuno ma mica puoi essere certo che la cosa sia contraccambiata. 

in ogni caso, io dovevo lavorare e la giornata intera non l'ho presa ma lunedì pomeriggio ho raggiunto il mio capo, sua moglie e i suoi bellissimi figli in centro a Padova e tra un gelato, una passeggiata, una bibita, un'altra passeggiata, un caffè pedrocchi, un giretto, uno spritz, due passi, un altro spritz, altri due passi, cena e ultimo giro, abbiamo passato una delle più belle giornate. contavo di rientrare a casa alle dieci di sera, sono rientrata all'una. sai quando ti diverti, stai bene e non hai voglia mai che finisca?

in ogni caso durante il nostro giro siamo passati sotto il salone. il mio capo voleva comprare qualche salume da portare a casa e quindi abbiamo trovato questo banco di macelleria e abbiamo cominciato a chiedere e informarci e io ovviamente facevo da traduttore e questo salumiere si è comportato in un modo che io non mi aspettavo.

ogni cosa che chiedevamo lui prendeva una fettina per uno e ce la faceva assaggiare, ci spiegava le differenze tra un salume e un altro, le zone, le motivazioni per cui uno stesso prodotto poteva avere gusti diversi. è stato un momento bellissimo perché noi eravamo lì, sotto il salone a mangiare ogni tipo di prosciutto, salame, sopressa mentre lui ci spiegava con una tale delicatezza ed eleganza che eravamo ipnotizzati.

quando ti trovi ad avere a che fare con una persona così te non puoi fare altro che svaligiargli il negozio e così abbiamo fatto. io però ero talmente stupita dall'atteggiamento generoso e aperto che aveva questa persona che non ho potuto fare altro che ringraziarlo tanto perché con i suoi modi, stava rendendo ancora più speciale quel momento, stava facendo fare una figura splendida a me che li avevo portati lì e a Padova che ci stava ospitando tutti.

lui mi ha risposto sorridendo che è importante prendersi cura dei turisti, chi investe tempo e denaro per venire nel nostro paese e nelle nostre piccole città va coccolato e "se non lo facciamo noi negozianti chi deve farlo?"

ecco.. capita a volte che io mi senta orgogliosa di essere italiana e altre volte che mi senta orgogliosa di essere padovana ma non capita sempre. ecco quell'uomo lì mi ha fatto sentire parte di una comunità speciale che accoglie gli altri con fiducia e amicizia e generosità. un po' come è successo a me in Giappone e io mi sono sentita felice di essere lì in quel momento.

è una cazzata lo so ma ci sto pensando da un po' di giorni ed è stato oggettivamente bello.