23/11/09

un consiglio da amica

NON accettate, NON fatelo, ve lo dico da amica, ve lo dico col cuore. NON ACCETTATE i miei inviti a pranzo. perché possono succedere, possono - capitano - sono successi -  è molto probabile che succedano - c'è una certa certezza che ciò accada - fatti incresciosi come questi che ora vo' a narrarvi.

interno giorno. ci siamo io, la Chiaratiz, lo Splendidi Quarantenni, Available in Blue, Mastrangelina e SergioMistro che ci stiamo sgagnando il secondo giro di  brioscina alla crema Chez Marisa quando ci viene in mente di non andare al ristorante a mangiare ma di fermarci a casa della prima citata vale a dire IO. che il frigo è orridamente vuoto ma la Chiara, la Mastrangelina e la IO sono bravissime nella cucina dell'avanzo, SergioMistro, devo dirlo, non era d'accordo per un casso di questa fantasmagorica idea della cucina dell'avanzo ma era in minoranza maschile dacchè lo Splendidi in queste beghe lui non ci vuole entrare.

Io pensavo... ho solo cinque sedie in casa siamo già in sei perché non invitare l'Arcureo che più siamo più ci divertiamo quando son lì che mi viene questa fantasmagorica idea di invitare l'Arcureo che già son lì che lo chiamo e ci parlo e lo invito e accetta e son lì che lui accetta e mi viene in mente di chiedergli C'hai mica della pancetta? Lui dice si. Allora io tutta presa da questa fantasmagorica idea che m'era venuta e che gliela stavo dicendo mentre ancora mi fuorusciva dal cervelletto che gli dico E, puta caso, c'hai mica anche delle uova? ello che è uomo di mondo chiaramente dice si. A quel punto ormai la mia idea è lì che va avanti come un treno a mille proprio e ci domando, metti che c'hai anche il parmigiano? Che ve lo dico a fare? Ce l'ha, ce l'ha.

Allora il bar della Marisa era tutto lì che guardava mentre atti di giubilo profondo provenivano dal nostro tavolo, la Chiara piangeva e gli altri componenti mi guardavano tra l'incredulo e l'incredulo ed io riuscivo a pronunciare pure le seguenti parole:

e una sedia? hai anche una sedia?

la sedia ce l'aveva. gli spaghetti, quello spilorcio, no. gli spaghetti non li ha portati.

 

cose da non dire nei blog-incontri

è buona norma, in un blog incontro, se ti dicono, Ammè mi sembra d'averti già visto, è buona NON rispondere facendo gli spiritosi con una frase che contenga "cargo battente bandiera panamense nel 84" perché è facile che nel '84 quelli che sono al tavolo con te, gli Altri, è facile che nel '84 non erano ancora nati.  

22/11/09

ditegli, ditegli... quanto fighe son le trattorini!

a Milano c'è la gente che si lamenta sempre. quella in coda a fianco a me si è lamentata nell'ordine:  per la coda, per la lentezza delle cassiere, perché le cassiere erano solo due, perché la gente ci passava in mezzo, perché le casse dovevano essere in un altro posto così la gente non ci passava in mezzo, perché era pieno di sorveglianti ovunque invece di farli stare alle casse, perché io volevo usare la carta per pagare i cagaloghi.

cioè, sciura, io capisco che te la prendi con degli estranei ma siamo in coda insieme da dieci minuti siam quasi parenti ormai perciò te, a me, nel mezzo non mi devi prendere perché io, a te, non ti ho fatto niente, io, sono in coda e le cassiere sono lente, la gente ci passa nel mezzo, le casse sono nel posto sbagliato, i sorveglianti sono troppi le cassiere poche non te la puoi prendere con me perché io voglio pagare con la carta.

è successo così che io ho detto alla Mastrangelina, dammi il tuo catalogo che te lo pago io con la carta che son senza contanti me li dai a me così non devo fare un bancomat ed in sottofondo sento: aaaah! anche con la carta... aaaah! la carta! pure con la carta bisogna pagare che non ci muoviamo proprio più ed allora io mi sono girata che un velociraptor mi fa una pippa e gli ho detto: perché?!? son lenta a pagare con la carta? che problema è pagare con la carta?

la signora a quel punto era lì che il suo catalogo era diventato interessantissimo...

21/11/09

io sono qui


(a vedere la mostra di Edward Hopper a Milano, non al bar, malelingue!)

Vaccate di Ermete Cantautore
[da Distrazioni della realtà n. 3, aprile 1998]

Cioè, pascolare, si gode.
Pascolaree, fichi, si sta bene.
Oggi pascoliamo.
Quando ci mungono, fighi, un fastidio.
Cioè, cian delle mani tutte ruvide, fichi.
Mettetevi i guanti!
Di lana, no, pizzica.
Di cotone.
Di lattice.
Ah ah ah!
Comunque, questa mandria si gode abastanza.
Cioè, son tutte mucche abastanza simpatiche.
L'anno scorso, fichi, ce n'erano due straniere, bianche e nere.
Fiiiga, se la tiravano.
Tutte loro, io qui, io là.
Poi le han portate in fiera.
Non son più tornate.
Goduto da dio.
Comunque, trifoglio mi piace.
Trifoglio, fichi, si gode.
Io, mi piace andar fuori senza vitelli.
Pascolare senza vitelli si gode.
Vitelli son sempre dietro muggire.
Che due maroni.
Io, se era per me, fichi, niente vitelli.
Io, solo sesso sicuro.
Eh sì, te lo scordi.
Che poi mi tocca star dietro ai vitelli.
Perdo la mia indipendenza.
Se, co' dit vè?
Nonnonnonnonnonnonnonno!
Se non ti sta bene, rangiati!
Ti prendi il tuo cazzone, te lo arrotoli, te lo ficchi su per il culo, fichi.

[pag. 163-164 - Storia della Russia e dell'Italia - Romanzo storico epistolare - di Paolo Nori e Marco Raffaini - collana LDM - Fernandel]

tredici

Quel signore che attraversa piazza Indipendenza e che regge tra le mani il capo che gli hanno appena mozzato, è un Martire della Fede. Il signore è vestito in modo dimesso, non ha giacca, e la camicia è sporca di sangue. Questa testa che tiene tra le mani lo imbarazza, non avrebbe mai immaginato che fosse così ingombrante e pesante. Se si riuscisse, e molti ci si provano, a dare un'occhiata all'espressione di quella testa tagliata, si scoprirebbero i segni di una viva perplessità. In realtà il signore, che verosimilmente sta dirigendosi alla fermata del Trentasei barrato, è estremamente confuso, non tanto per il trauma della decapitazione, quanto perché non gli sembra che gli spetti il titolo di Martire della Fede.
Nella sua infanzia prevaleva una religione, nella quale era stato allevato, che credeva in un Dio, in altri minori dèi specializzati, e in esseri invisibili, buoni e cattivi. C'erano dei peccati: niente uccidere, non insultare i gatti, non frodare gli orfani, non attaccare i francobolli capovolti, non fare oscillare la mano destra, niente cannibalismo. Era una religione vecchia, che aveva conosciuto giorni migliori, ma che col tempo era diventata tollerante. Tutto era perdonabile. Il Martire era cresciuto in quella religione distrattamente, pensando ad altro, e quando erano emersi dai cunicoli gli Altri, ne aveva provato un limitato disagio. Ma per gli Altri era fondamentale precisare che Dio era giallo, che gli dèi minori erano ermafroditi, che le creature erano invisibili solo ai malvagi, ai predestinati alla condanna. Poi, peccati, diciamo, stravaganti: non accarezzare i cani, non batter moneta falsa, non mentire su nulla eccetto il sesso, sul quale mentire era obbligatorio. Si era forse occupato di sesso? No, davvero. Aveva accarezzato cani? In quel momento, il signore che era giunto alla fermata dell'autobus si accorse che sapeva di essere un Martire della Fede, ma non era certo di quale fede; infatti, da che erano stati cacciati nei cunicoli, anche i vecchi fedeli avevano peggiorato carattere. Per un istante restò in dubbio: poi capì che la sua incertezza era il suo prestigio, la tua tiepidezza la sua forza; stava iniziando una nuova carriera quando, nel momento in cui saliva sull'autobus, la sua testa tagliata gli sfuggì di mano.

[romanzo numero tredici - CENTURIA Cento piccoli romanzi fiume - Giorgio Manganelli - Adelphi]

20/11/09

benvenuta nella mia umile dimora

l'altra sera Elena è venuta a casa mia per le consuete quattro chiacchere del giovedì, io però ero appena uscita dalla doccia perciò l'ho considerata poco o nulla che dovevo vestirmi ed asciugarmi i capelli e l'ho lasciata, ordunque, in compagnia delle signore Trattorini.

allora son lì che mi asciugo i capelli e comincio a sentire degli urlamenti. col rumore del phon non capivo perciò ogni due per tre spegnevo e urlavo: cosa?!? e lei: sciugati i capelli che ce l'ho con la Sofia Trattorini. con un tono, ma un tono che era proprio il tono di: movite a sugarte stì casso de cavei che fra un po' mea magno stà Trattorini.

e insomma finalmente vado in soggiorno e c'è una Sofia Trattorini col muso dentro la borsa mentre Elena cerca di allontanare la Livia Trattorini che si sta facendo le unghie sul suo cappotto allora poi corre a togliere la Sofia Trattorini dalla borsa e la Livia Trattorini si fionda sulla sciarpa allora lei va a togliere la Livia Trattorini dalla sciarpa che la Sofia Trattorini si è messa lei a cercare di farsi le unghie sul cappotto poi allontana la Sofia Trattorini dal cappotto ce c'è la Livia Trattorini da togliere dalla borsa

poi tutto d'un tratto Elena si è fermata in centro stanza e  battendo i piedi come i bambini ha tirato un urlo di frustrazione mentre la Sofia Trattorini rientrava tranquillamente nella borsa e la Livia  Trattorini ricominciava a giocare con la sciarpa.

poi si sono calmate, le Trattorini, che son bambine fanno le cose solo per ricevere attenzioni bisogna capirle, e io ed Elena chiacchieravamo e Elena dava le spalle al tavolo e sul tavolo c'era un pacchettone aperto di patatine PAI di quei pacchettoni famiglia quelli da 500gr di patatine e io e Elena stavamo parlando di cose importanti e serie tipo la -trigonometria applicata difficile- quando butto l'occhio sul tavolo e dal sacchetto di patatine PAI esce solo una coda. ma felice.

anni ed anni per mantenere una certa immagine buttati via nel nulla

spritz all'aperol punto blogspot ce l'ho da un annetto. sono stata due anni senza bloggare. prima avevo un blog che si chiamava (fantasia estrema la mia) spritz all'aperol punto splinder ma è inutile che andate a guardare che non c'è più nulla, l'ho cancellato. quel blog io l'ho portato avanti per quattro anni mi pare più o meno saran stati quattro anni si. forse tre. ma più quattro secondo me.

durante questi cinque anni, forse quattro ma più cinque secondo me, di onorata carriera bloggereccia io ho cercato di mantenere il mio anonimato di nome e cognome che conoscono, io spero, solo le persone che frequento anche fuori. non ho mai fatto mistero della mia faccia che è mia a volte mi piace a volte no ma insomma questa ho e me la tengo tant'è che ho perfino messo le foto di Gazzo o dei miei giri o degli occhiali degli Elvisiis e perfino la vergogna massima, la frangetta.

sono sempre stata molto attenta a non mettere, in rete, foto che mi ritraevano troppo discinta o provocante, ad esempio ne ricordo una molto bella di Gazzo che mi ha mandato Sancla che però non ho postato perché mi pareva che si vedessero troppo le tette, mi sembrava troppo scollacciata quella foto.

ecco dunque io, ho fatto tutto questo per proteggere la mia immagine di ragazza cazzona e simpatica e però morigerata negli usi e nei costumi per farmi distruggere in cinque secondi dalla Chiara che su FF ha postato una mia foto in costume. ieri. foto bellissima, dico la verità, non sembro neanche io da quanto son bella in quella foto però non l'avevo mai vista prima e aprire FriendFeed e trovarci le mie tette m'ha fatto una impressione che non vi dico.

quella foto non è un problema, FF è un posto relativamente chiuso e comunque ormai è andata e possiamo dimenticarcela e passare oltre, quello che io chiedo, e lo chiedo con tutto il cuore a chiunque possegga foto mie che mi ritraggano in situazioni anche imbarazzanti di non metterle da nessuna parte, soprattutto quelle imbarazzanti. ora non mi ricordo di averne fatte ma non si sa mai. tendo a fare cose imbarazzanti e poi a dimenticarmene.

a patto di non portare

l'agenzia immobiliare ha fissato il rogito per la vendita della mia casa il giorno 21 dicembre... non so, non capisco, bastava dirlo e fissavamo direttamente per il giorno di natale così io mi presentavo vestita da portatore sano di salvezza eterna.

io di questo fatto che me ne vado da casa mia ancora non me ne son fatta una ragione secondo me. l'ho moralmente ceduta 6 mesi fa eppure non ho ancora spostato un libro, una rivista, un vestito, una lampadina. anzi, oltre a non aver levato nulla io ho continuato ad aggiungere. il mio appartamento è, se possibile, ancora più incasinato di allora che io, in questi ultimi sei mesi invece di impacchettare libri, io li ho comprati i libri ad un ritmo perfino ridicolo. diciamo che ho affogato i miei dispiaceri nell'acquisto compulsivo di tomi.

dunque adesso io, dal 21 di dicembre, non ho più una casa e la casa nuova, che ci stanno facendo i lavori, quelli per i quali, nel vano tentativo di contenere i costi, io mi sto rendendo antipatica, molto antipatica, non sarà pronta prima di metà febbraio. tenuto conto che gli operai mentiscono per DNA io direi che se tutto va bene io son senza un posto dove andare a dormire per almeno due mesi.

perciò ho cominciato a preoccuparmi della cosa, di questa cosa  antipatica che devo cercare un posto dove  riposare le stanche membra con le mie due co-inquiline le signore Trattorini ed ho anche ricevuto, se devo dire la verità, persino qualche riscontro positivo che, dato il mio brutto carattere, non credevo neanche.

il problema è che le ragazze mi ospitano a patto che io non porti le Trattorini. I ragazzi  mi ospitano a patto che io non porti la biancheria.

19/11/09

vanità e voyeurismo

Secondo me, a mio modesto parere (beh! modesto...) secondo me, Flickr esiste per soddisfare due terribili difetti  che io modestamente (beh! modestamente...) posseggo. La vanità di chi pubblica ed il voyeurismo di chi guarda.

Dalla di cui sopra dichiarazione si evince che si, sono parecchio vanitosa e anche che si, ci godo a guardare,  c'ho un lato voyeuristico molto forte, io che ce l'ho questo voyeurismo spinto veramente importante, importantissimo direi, io a volte io vorrei capire dove va a finire questo voyeurismo molto forte importante importantissimo, questo lato voyeuristico che a me piace farmi gli affari degli altri e sapere tutte cose ecco,  io vorrei sapere dove se ne va a finire il voyeurismo spinto quando arrivo a casa degli amici e scopro che sono arrivata giusto in tempo per ciucciarmi il filmino delle vacanze.

che non si dica che dico balle

ladies and gentlemen, mesdames et messieurs, signore e signori, ecco a voi:


in tutto lo splendore di un file audio in cinemascope.

Note al testo: 
1) i rumori di struscio che si sentono sono proprio gli struscini della signora Sofia Trattorini sul registratore tipo Ipoddo
2) la voce dall'oltretomba che dice Sofi, Sofi ed altre amenità sono io alle 6 del mattino, portate pascienza.

manette

Io una volta, quando leggevo Stephen King, poi mi venivano tutte le catastrofi ivi narratevi. Tipo in uno c'era un influenza mondiale globale che decimava  tutta la popolazione mondiale globale ed io cominciavo subito a starnutire ed era agosto. Tipo un altro dove Gerald si faceva venire l'infarto dopo averla ammanettata al letto  in un gioco erotico molto trasgressivo ed io a quel punto mi è venuto un terrore ma un terrore che non mi è rimasto altro che smettere di leggere Stephen King.