08/04/10

La lettera, di Elena G.

La consegna era a Peabody Terrace, 194.
Il marciapiede era un acciottolato ripido. Si respirava odore di salsedine.
Tod si schermò gli occhi rivolto al mare. Da lontano, bagliori bianchi si staccavano dalla superficie dell’acqua. Più in qua, lungo il marciapiede, si stagliava una villa bassa, senza recinzione, sul davanti una piscina che ne occupava quasi per intero il giardino. Una donna in bikini era stesa al sole sulla breve pavimentazione in pietra.
Passò oltre. Sopra un cancello alto di metallo compatto, accanto a un altro, uguale, lesse 194.
Erano i cancelli di due ville, identiche e speculari.
Decise di suonare al primo.
Il campanello vibrò sotto al suo dito. Una, due, tre volte. Ricordò della donna al sole. Dovrei forse chiamarla dalla strada, pensò.
Sentì un ciabattare pigro sulla pietra.
“Chi è?” una voce di donna arrivò da dietro al cancello.
“TNT Spedizioni. Raccomandata” Si accorse di aver parlato atono e in fretta. Gli piaceva quando gli riusciva di sembrare professionale.
La voce dietro al cancello taceva. Aspettò qualche istante.
“C’è qualcuno?” chiese poi.
Silenzio.
“Ho una raccomandata da consegnare”
Sentì un tonfo, come di un corpo che cade. Poi un pianto a dirotto. Guardò istintivamente la base del cancello.
“Signora?”
Il pianto era ininterrotto.
“Se vuole torno dopo”
“No” disse la voce impastata.
“Devo consegnare una raccomandata”
Sentì tirare su con il naso.
“Facciamo nel pomeriggio?” chiese.
“No, no. La lettera…”
“Allora, se apre..”
Silenzio.
“Me la legga lei” chiese debole la voce.
“Ha detto, scusi?”
“La legga lei. Io non posso, non ce la faccio”
“Cosa? Ma no…”
Pianto.
“Non posso”
Ancora pianto.
“Se gliela leggesse, che ne so, sua sorella?”
“Quale sorella? Io vivo sola”
“Ma non sono mica autorizzato, io!”
Il pianto a dirotto riprese.
“Non posso mica, sa”
Singhiozzi.
Tod sospirò.
“La prego, l’autorizzo, apra e legga” disse in fretta la voce.
Si chinò verso il cancello. Sospirò forte.
“Ma poi se la prende”
“Certo, certo” disse la voce.
Tolse il sigillo TNT e con un dito aprì la busta che si stracciò sui bordi.
“E’ lunga?” chiese piano la voce.
“Lunga? Oddio, beh, no” rispose Tod buttando gli occhi sulle uniche tre righe. “E’ pronta?”
La voce fece alto un lamento.
Ma perché gliel’ ho chiesto, pensò Tod sbuffando.
“Quando vuole, io attacco”
“Sì” ripose docile la voce. “Legga” e fece un sospiro.
“Scusa il silenzio…”
“Bastardo” la voce era tagliente.
Come fanno le donne a cambiare umore così, pensò Tod. “Continuo?” chiese.
“E certo. Che vuole fare, fermarsi all’inizio?” la voce suonava aspra.
Si schiarì la gola. “Scusa il silenzio, ma davvero non ho altro da dire di diverso da quanto ti ho già detto…” Fece una pausa, ascoltò, prese fiato. “Non possiamo essere una coppia felice, ormai lo sai anche tu. Non dimentico, però, il bimbo che porti in grembo. Farò il mio dovere, se me lo permetterai. Abbi cura di te”.
Restò in silenzio, dietro al cancello anche la voce taceva.
La serratura scattò. Tod si mise in piedi. Davanti a lui, una donna in bikini con gli occhi gonfi lo guardava incredula.
“Quale bimbo?” chiese secca.
In quell’istante il cancello gemello scattò. Uscì una ragazza bruna.
“Salve” salutò in un sorriso. Aveva l’addome gonfio e alto, un nastro allacciava la base del seno, e scivolava su un lato.
“Salve” farfugliò la donna.
La figura si allontanò come fluttuando sul marciapiedi. Camminava svelta nel suo vestito ampio.
Tod si voltò verso la donna al cancello. Lo guardava fisso, stralunata. Poi le spalle le si alzarono in un respiro profondo, e un raggiante sorriso le illuminò il viso arrossato. Sparì di fretta dietro al cancello. Si sentì uno strillo allegro, il suono elastico di un trampolino, un tuffo.
Si incamminò lento, davanti a lui la donna bruna era già lontana.

3 commenti:

sid ha detto...

elena... grazie :)
è bellissimo!!! :D
(lollo)

Anonimo ha detto...

non commento mai ma questo post è proprio bello.
ma allora ti chiami Elena?
piacere.

sara

sid ha detto...

@sara:
no no! non son mica io che scrivo queste robe belle! Questa è la mia amica Elena :D
(ciao eh!)