31/12/09

qui a Milano /3

stasera cucino io. nell'euforia di cui sono permeata da quando sono nella città uè ciccio, mi son permessa anche di estendere inviti. perciò stasera cucino io e non solo al gentile signore che mi ospita ma pure a di lui amici. il supermercato è a cinque minuti a piedi da casa eppure ci sono andata in auto. mi serviva il bagagliaio per poter caricare tutto il vino che intendo utilizzare per annegare il ricordo.

qui a Milano /2

la spesa si fa all'Esselunga. mica che è l'unico supermercato però qui c'è mentre a Padova non c'è e allora io non vedevo l'ora di andare all'Esselunga. L'Esselunga cià i Punti Fragola. io la prima volta che ho sentito parlare dei Punti Fragola ero in macchina con dei dirigenti di una importante televisione che mi raccontavano di come li ciulassero alla moglie per aggiungerli ai punti Alitalia.

a me sta cosa che i dirigenti di una importante televisione andassero al supermercato, quella volta che l'ho ascoltatati mentre me lo dicevano mi sembrava come scoprire che la mia maestra delle elementari faceva la pipì.

fare il desfo

pare che l'unica ragione per cui Arcureo sia riuscito a fotografarle con tali close-up sia che le due erano stremate dal desfo, io penso invece, e lo penso già da qualche giorno ormai, che sia perché sono due zoccole.

potrei abituarmi

qui a Milano mentre il padrone di casa è al lavoro io mi alzo a quest'ora qui (10,49) e trovo tre post-it in cucina. uno che dice che basta accendere la caffettiera, uno che dice che la brioche con la granella è alla crema l'altra alla marmellata, uno che dice buona giornata.

30/12/09

qui a Milano

ci son gli uomini che parlano milanese. tipo uè ciccio. robe così. io odio. le donne non parlano milanese così. dev'essere una prerogativa loro, degli uomini. ieri al ristorante un tizio alla uè ciccio stava uscendo dal ristorante stesso e ha salutato il proprietario con un uè giorgio (che sostituisce un po' il uè ciccio) ti amo. a parte che cucinava la moglie di uè giorgio non ho mica capito perché dire ti amo a uè giorgio e non alla moglie di uè giorgio eppoi, ti amo, me mi pare un tantino eccessivo per quanto effettivamente il mangiare era buono ma allora, uè moglie di giorgio ti amo mi pareva comunque più opportuno. son così, sono i milanesi uomini. parlano così. non ci si può fare niente.

l'arte di far palco

a Milano ieri, in fila per la mostra di Hopper a Palazzo Reale son bastati, credo, cinque minuti perché gran parte della coda fosse catalizzata dalle nostre scempiaggini.

è cominciata semplicemente battibeccando come Elena e io siamo solite fare e nel giro di poco le signore attorno si son messe a parteggiare per una o per l'altra, per onestà devo dire che tenevano quasi tutte per Elena, secondo me per una sorta di affinità generazionale visto che le signore erano tutte delle vecchiacce decrepite. (ahahahah!)

il migliore si è dimostrato l'uomo distinto davanti a noi. una bellissima barba bianca da settantenne chiuso in un loden che lo proteggeva dal freddo, ha smesso quasi subito di girare la testa nella nostra direzione per decidere di piazzarsi, di fatto, fisso a guardarci camminando all'indietro per non perdere neanche un pezzetto del cinema che stavamo combinando.

non so spiegarvi ma io in queste occasioni godo come un riccio. :)

carattere

son una decina di giorni che sto fisicamente resistendo al bisogno fisico di andare a rifarmi i capelli mossi, che sarebbero i miei capelli naturali ma dato che li ho stirati significherebbe che li devo ripermanentare. a nulla sono valse le parole della mia parrucchiera: non te lo faccio che mi rimangono i tuoi capelli in mano. a nulla sono valse le parole dello Splendido: non lo fare che ti rimangono i capelli in mano. a nulla sono valse le parole della Chiaratiz: guarda che ti rimangono i capelli in mano. è proprio tutta una questione di avere due palle così. solo per questo non vado. non perché se lo faccio mi rimangono i miei capelli in mano.

29/12/09

scarabeo

il 26 di dicembre ho raggiunto gli Splendidi nella splendida magione e li ho trovati che giocavano con i bimbi a Scarabeo. Chiara faceva squadra con il piccolo, lo Splendido giocava con il più grande che, dicheno, è stato lasciato completamente solo contro gli altri due. l'unico contributo che lo Splendido ha dato a suo figlio è stata la parola FETISH. direi che quello che dovevate sapere adesso lo sapete.

sulla caducità delle piccole cose

quest'estate sono stata a Roma a trovare un mio cliente. non è una novità, ci vado spesso a Roma a trovare i miei clienti ma in quello specifico frangente ero veramente veramente strafaiga. ci tengo a dirlo perché è importante sapere che mi sentivo benissimo e dato che mi sentivo benissimo mi sentivo anche invincibile. comunque sono caduta due volte dalle scale.

la prima volta lui, il cliente, ha fatto in tempo a tenermi per un braccio e io già avrei voluto suicidarmi. la seconda volta non ha neanche fatto finta di aiutarmi ma proprio m'ha guardato, ha allargato le braccia e m'ha detto: ma ancora?!?

io devo aver blaterato una di quelle cose patetiche tipo: sentito niente sentito niente.

28/12/09

si, viaggiare

una mia amica per uno svariato numero di anni ha raggiunto il suo amante in giro per l'Italia in quelli che lei amava chiamare "viaggi della speranza" (ahahahah). lo dico perché credo nella verità cronachistica e non c'entra nulla che in questo momento mi trovo a Milano.