io sono una sommelier. [loda-imbroda verscion] tzè! [fine loda-imbroda verscion]
lo sono diventata, sommelier, nel 2003 dopo tre anni di studi. e nonostante in questi corsi si impari a conoscere i vini italiani e francesi e stranieri di tutto il mondo (so che Francia è terra straniera ma Francia, in ambito di vino, è un mondo a parte, anni luce avanti al nostro seppure il nostro è un mondo a parte anche lui rispetto al resto del mondo) è molto difficile anche arduo che ti diano un sauterne. perché il sauterne è un vino prezioso. è un vino raro. è un vino difficile da produrre e poi è francese ed i vini francesi sono cari. anche il vino da niente è caro in Francia. il posto di vacanza dove ho bevuto meno vino in vita mia è proprio la Francia perché o gli donavo un rene o gli donavo il fegato ed alla fine chateau-la-pompe come se piovesse, in Francia, io, nelle mie vacanze francesi che ho fatto.
viaggiando mi piace comprare quello dei posti che visito, è una sorta di souvenir della terra, dell'acqua, del profumo, della storia e della gente di quei posti lì. normalmente compro due bottiglie, una da bere ed una per l'archivio. l'archivio è la mia cantina, qui in casa che io ho una cantina. me la sono regalata quell'anno lì, il 2003. e nel mio archivio io c'avevo queste due bottiglie di sauterne perché quella da bere io non avevo avuto occasione di aprirla ancora.
poi per diventare sommelier te devi fare un esame finale che è un esame con i contropifferi perché loro prendono tutti gli esami che tu hai dato fino a quel momento, dove eri carente ci danno dentro di brutto e poi cominciano con le degustazioni, gli abbinamenti, i perché i percome, i sentori, le memorie insomma... diventare sommelier non è una passeggiata di salute, perciò quando ne incontrate uno, nei ristoranti dove andate, guaratelo e pensate intensamente: sticazzi!
comunque io quell'anno lì arrivo a fare il mio esame e sono diciamo nervosetta e chi mi deve esaminare è una personalità, un ex presidente dell'associazione. un po' come dire che vai al provino per XFactor e ti ascolta Mick Jagger o reciti una parte e ti guarda Paolini o scrivi un racconto e te lo controlla Simenon.
una delle ultime domande che m'ha fatto è con cosa avrei abbinato un sauterne, ed io allora gli ho detto che io il sauterne non l'avevo mai assaggiato ed io, per me, il sauterne me lo sarei bevuto da solo perché il sauterne è una cosa grande una cosa immensa da non paciugare con la roba da mangiare ma proprio da mangiarselo lui con gli occhi e con la bocca e con il naso, il sauterne ed io attendevo una occasione per volermi del bene per aprire il mio sauterne perché un vino di quella portata meritava un evento di portata.
lui allora mi ha sorriso ed ha detto che potevo andare. io allora gli ho detto eh ma... e lui allora mi ha risposto eh ma cosa? ed io allora gli ho chiesto: eh dai, sono sommelier? e lui mi ha detto così, lui mi ha detto: Sid, stasera, quando vai a casa, io, se sono te, io apro una bottiglia di sauterne.
e così è successo che sono diventata sommelier.
PS: ed ora, quelli che hanno bevuto un sauterne a casa mia perché io gliel'ho aperto perché "loro erano loro", ecco quelli facciano la ola per cortesia :)
lo sono diventata, sommelier, nel 2003 dopo tre anni di studi. e nonostante in questi corsi si impari a conoscere i vini italiani e francesi e stranieri di tutto il mondo (so che Francia è terra straniera ma Francia, in ambito di vino, è un mondo a parte, anni luce avanti al nostro seppure il nostro è un mondo a parte anche lui rispetto al resto del mondo) è molto difficile anche arduo che ti diano un sauterne. perché il sauterne è un vino prezioso. è un vino raro. è un vino difficile da produrre e poi è francese ed i vini francesi sono cari. anche il vino da niente è caro in Francia. il posto di vacanza dove ho bevuto meno vino in vita mia è proprio la Francia perché o gli donavo un rene o gli donavo il fegato ed alla fine chateau-la-pompe come se piovesse, in Francia, io, nelle mie vacanze francesi che ho fatto.
viaggiando mi piace comprare quello dei posti che visito, è una sorta di souvenir della terra, dell'acqua, del profumo, della storia e della gente di quei posti lì. normalmente compro due bottiglie, una da bere ed una per l'archivio. l'archivio è la mia cantina, qui in casa che io ho una cantina. me la sono regalata quell'anno lì, il 2003. e nel mio archivio io c'avevo queste due bottiglie di sauterne perché quella da bere io non avevo avuto occasione di aprirla ancora.
poi per diventare sommelier te devi fare un esame finale che è un esame con i contropifferi perché loro prendono tutti gli esami che tu hai dato fino a quel momento, dove eri carente ci danno dentro di brutto e poi cominciano con le degustazioni, gli abbinamenti, i perché i percome, i sentori, le memorie insomma... diventare sommelier non è una passeggiata di salute, perciò quando ne incontrate uno, nei ristoranti dove andate, guaratelo e pensate intensamente: sticazzi!
comunque io quell'anno lì arrivo a fare il mio esame e sono diciamo nervosetta e chi mi deve esaminare è una personalità, un ex presidente dell'associazione. un po' come dire che vai al provino per XFactor e ti ascolta Mick Jagger o reciti una parte e ti guarda Paolini o scrivi un racconto e te lo controlla Simenon.
una delle ultime domande che m'ha fatto è con cosa avrei abbinato un sauterne, ed io allora gli ho detto che io il sauterne non l'avevo mai assaggiato ed io, per me, il sauterne me lo sarei bevuto da solo perché il sauterne è una cosa grande una cosa immensa da non paciugare con la roba da mangiare ma proprio da mangiarselo lui con gli occhi e con la bocca e con il naso, il sauterne ed io attendevo una occasione per volermi del bene per aprire il mio sauterne perché un vino di quella portata meritava un evento di portata.
lui allora mi ha sorriso ed ha detto che potevo andare. io allora gli ho detto eh ma... e lui allora mi ha risposto eh ma cosa? ed io allora gli ho chiesto: eh dai, sono sommelier? e lui mi ha detto così, lui mi ha detto: Sid, stasera, quando vai a casa, io, se sono te, io apro una bottiglia di sauterne.
e così è successo che sono diventata sommelier.
PS: ed ora, quelli che hanno bevuto un sauterne a casa mia perché io gliel'ho aperto perché "loro erano loro", ecco quelli facciano la ola per cortesia :)