07/11/09

la mia storia col francese

io sono una sommelier. [loda-imbroda verscion] tzè! [fine loda-imbroda verscion]

lo sono diventata, sommelier, nel 2003 dopo tre anni di studi. e nonostante in questi corsi si impari a conoscere i vini italiani e francesi e stranieri di tutto il mondo (so che Francia è terra straniera ma Francia, in ambito di vino, è un mondo a parte, anni luce avanti al nostro seppure il nostro è un mondo a parte anche lui rispetto al resto del mondo) è molto difficile anche arduo che ti diano un sauterne. perché il sauterne è un vino prezioso. è un vino raro. è un vino difficile da produrre e poi è francese ed i vini francesi sono cari. anche il vino da niente è caro in Francia. il posto di vacanza dove ho bevuto meno vino in vita mia è proprio la Francia perché o gli donavo un rene o gli donavo il fegato ed alla fine chateau-la-pompe come se piovesse, in Francia, io, nelle mie vacanze francesi che ho fatto.

viaggiando mi piace comprare quello dei posti che visito, è una sorta di souvenir della terra, dell'acqua, del profumo, della storia e della gente di quei posti lì. normalmente compro due bottiglie, una da bere ed una per l'archivio. l'archivio è la mia cantina, qui in casa che io ho una cantina. me la sono regalata quell'anno lì, il 2003. e nel mio archivio io c'avevo queste due bottiglie di sauterne perché quella da bere io non avevo avuto occasione di aprirla ancora.

poi per diventare sommelier te devi fare un esame finale che è un esame con i contropifferi perché loro prendono tutti gli esami che tu hai dato fino a quel momento, dove eri carente ci danno dentro di brutto e poi cominciano con le degustazioni, gli abbinamenti, i perché i percome, i sentori, le memorie insomma... diventare sommelier non è una passeggiata di salute, perciò quando ne incontrate uno, nei ristoranti dove andate, guaratelo e pensate intensamente: sticazzi!

comunque io quell'anno lì arrivo a fare il mio esame e sono diciamo nervosetta e chi mi deve esaminare è una personalità, un ex presidente dell'associazione. un po' come dire che vai al provino per XFactor e ti ascolta Mick Jagger o reciti una parte e ti guarda Paolini o scrivi un racconto e te lo controlla Simenon.

una delle ultime domande che m'ha fatto è con cosa avrei abbinato un sauterne, ed io allora gli ho detto che io il sauterne non l'avevo mai assaggiato ed io, per me, il sauterne me lo sarei bevuto da solo perché il sauterne è una cosa grande una cosa immensa da non paciugare con la roba da mangiare ma proprio da mangiarselo lui con gli occhi e con la bocca e con il naso, il sauterne ed io attendevo una occasione per volermi del bene per aprire il mio sauterne perché un vino di quella portata meritava un evento di portata.

lui allora mi ha sorriso ed ha detto che potevo andare. io allora gli ho detto eh ma... e lui allora mi ha risposto eh ma cosa? ed io allora gli ho chiesto: eh dai, sono sommelier? e lui mi ha detto così, lui mi ha detto: Sid, stasera, quando vai a casa, io, se sono te, io apro una bottiglia di sauterne.

e così è successo che sono diventata sommelier.

PS: ed ora, quelli che hanno bevuto un sauterne a casa mia perché io gliel'ho aperto perché "loro erano loro", ecco quelli facciano la ola per cortesia :)

06/11/09

a Padova

ieri, a Padova, alle 21.00 c'era Margaret Mazzantini che presentava il suo ultimo libro Venuto al mondo. Lo presentava all'auditorium Pollini. Che il Pollini è il nostro conservatorio. E' un posto bellissimo il Pollini, a Padova. C'era l'obbligo di prenotazione e so che è stato un casino trovare i biglietti. la gente che si picchiava, per dire. forse si strappavano i capelli da soli, per il disagio che non riuscivano a trovare il biglietto.

alla stessa ora, a Padova, in un appartamentino situato in un luogo imprecisato della provincia che potremmo tentare di descrivere come "casa mia" una donna di identità pure essa imprecisata che potremmo tentare di descrivere come "io" mangiava pane e salame sul divano coi piedi appoggiati al tavolino.

forse da qualche altra parte, a Padova, una farfalla sbatteva le ali.

05/11/09

come risollevare le sorti di questo blog oramai consueto, triste, annoiato e noioso

l'altro giorno vi spiegavo no?!?, che ormai questo blog è diventato na' lettiera per gatti con la vecchia babbiona che se lo cura e che ogni due per tre Trattorini di qui, Trattorini di lì. come si dice dalle mie parti: peo de gatto dappartutto, na' spussa che no se poe stare. (tradurre non traduco arrangiatevi).

allora a me era venuta questa brillantissima idea per risollevare le sorti della lettiera e però che ve ne parlavo poi. dopo è successo che ci siam scambiati i post con dilauid, poi è successo che ho preso la patente, poi è successo che son caduta e che ho compiuto un anno poi è successo che ho perduto la Livia e così della cosa non son più riuscita a parlarvi ma ora eccomi qui pronta per voi.

per risollevare le sorti di questo blog ormai consueto, triste, annoiato e noioso io l'ho aperto ad una donna che mi piace un casino come scrive, oltre a volerle un gran bene fisico proprio. perché lei ce lo aveva ma colta da pigrizia lo ha chiuso. io invece son qui che ormai non ho più argomenti di cui discutere manca solo che vi racconto le visite mediche sapete tutto quel che c'è da sapere anche dei miei organi interni.

dunque io a questa donna l'ho invitata a scrivere da me invece lei si schermisce fa la preziosa No a te i miei post non te li do e così non scrive mai ed allora io tento il tutto per tutto perché a me, l'unica cosa che mi interessa è risollevare le sorti di questo blog ormai consueto, triste annoiato e noioso. Ed il tutto per tutto è umiliarla pubblicamente che adesso tutti sanno che lei, solo lei, nient'altro che lei è stata invitata, nessuno prima ha potuto ambire a tanto, lei ha avuto la parolina segreta, lei ha ricevuto l'invito, lei ha l'onore, lei può scrivere in questo fantastico blog così desueto, allegro, divertito e divertente ma se la tira e non lo fa.

Elena. smettila di tirartela. scrivi qui. ormai lo sanno tutti. non puoi più fare finta di nulla. è l'Italia che te lo chiede!

donna con gatto

Il ritratto la rappresenta giovane, bella e frangettata. e con gatto. Oi! la sua amica l'ha sognata così e quindi è giovane è bella è simpatica anche, c'ha una bellissima frangetta ed un gatto. Allora lei dice all'amica eh! non sono io! io di gatti ne ho due. e l'amica le dice no no sei te perché mi fai felice ed io, nel sogno, t'ho visto con un gatto solo. allora la donna del ritratto (è un ritratto virtuale quello che stiamo facendo qui, non immaginatevi la ragazza con l'orecchino di pirla) dice vabbè portiamo pasiensa cosa dobbiamo fare. il ritratto è il ritratto. poi apre la porta di casa e c'è un solo gatto ad accogliere la donna del ritratto. e la donna pensa ohibò, vuoi vedere che la mia amica m'ha sognata ed era un sogno premonitore che ho perso un gatto? (o vuoi vedere che la mia amica porta na sfiga impestata? potrebbe essere una possibilità da vagliare attentamente)

Il ritratto la rappresenta a chiamare Livia Trattorini in giro per il condominio non è una cosa bella ma la donna del ritratto rende felice le amiche anche perché non ha vergogna, la donna del ritratto, ad urlare Livia Trattoriniiii in giro per il condominio.

Il ritratto la rappresenta panicata. (è un ritratto virtuale... immaginatevi la donna giovane bella e frangettata che urla Livia Trattoriniiiii nel condominio alle 8.00 di sera per favore) che guarda su tutti i buchi gli anfratti gli armadi le librerie i cesti i bagni e le docce per poi passare ai corridoi ed ai garage senza risposta alcuna da parte della suddetta Livia Trattorini.

Il ritratto ora la rappresenta con una lampadina illuminata che le ballonzola sopra la testa e la boccaccia rivolta all'insù. Ella, la donna bellissima del ritratto si ricorda del bimbo non-diciamo-che-l'abbiamo-trovata-noi e bussa alla di lui porta. Il ritratto sente nettamente dall'altra parte un bimbo che piagnucola non-diciamo-che-l'abbiamo-trovata-noi mentre il padre del bimbo non-diciamo già mentre apre la porta dice, nell'ordine:

- l'abbiamo trovata noi
- si! è ancora qui
- le abbiamo dato da mangiare il filetto abbiamo fatto male?
- come si chiama che così la prossima volta almeno possiamo chiamarla? (ehm... fatemici pensare... stronsa pare brutto?)

Il ritratto la rappresenta mentre con le orecchie basse e gli occhi al cielo si scusa per la braciola, per il disturbo, per la sua stessa esistenza, di fronte a lei un padre sorride. un figlio piange. Ai sui piedi una Trattorini trattora.

04/11/09

ieri

ieri questo blog festeggiava un anno. ma io ero così impegnata con la patente e il ginocchio sbucciato che me ne sono dimenticata. allora lo dico adesso. ieri questo blog festeggiava un anno.

03/11/09

cominciamo bene

ho due notizie, una buona e una cattiva. la notizia buona è che questo blog, questo cazzutissimo e controcoglionatissimo blog:

HA APPENA PRESO LA PATENTE A
(OLE E OH YES LI POTETE FARE/DIRE)

e ora passiamo alla notizia cattiva. fossi in voi. quando ci sono io per strada. io non andrei in giro a piedi o in bici o in moto. andate in giro in auto e basta. vi conviene.
non avevo la patente da 5 minuti che sono scivolata a terra, mi son fatta cadere la moto addosso, ho distrutto la giacca sul gomito, ho rotto i miei jeans preferiti sul ginocchio, mi sono sbucciata una mano. però dopo la saracca obbligatoria in questo tipo di occasioni me la sono rialzata da sola. me la sono riaccesa. ci sono rimontata sopra e son ripartita. umiliata ed offesa ma sono ripartita.

ah, poi volevo anche dire che durante l'esame l'8 l'ho sbagliato e devo ringraziare il mio santo protettore che m'ha dotata di questi incredibili occhi cerbiattosi che l'esaminatore me l'ha fatto rifare.

mi rendo conto che tutto questo che sto dicendovi nuoce parecchio all'immagine di strafiga che vado dando di me ma io credo nella verità cronachistica.

la cattiveria gratuita degli "amici" spiegata ai bloggher

ora. è successo questo. che io, in preda all'autodistruzione mi sono tagliata la frangetta molto corta. e quando dico la parola -molto- e la parola -corta- e le dico insieme una di seguito all'altra per esempio così: molto corta, vi dovete fidare che c'è dell'esagerazione -nel taglio netto non nelle mie parole- che io, per mia filosofia, io non esagero abbastanza quasi mai. dunque io, ai primi di ottobre, per questa autodistruzione che c'avevo inserita mi son tagliata la frangetta molto corta - oi non vi dovete preoccupare per l'autodistruzione inserita è una cosa che mi capita un po' di volte l'anno di avere l'autodistruzione che si inserisce poi mi accorgo che mi taglio i capelli solo per via dell'autodistruzione non perché desidero veramente autodistruggermi ed allora passa- comunque lei sta crescendo poveretta -la frangetta- (la rima è involontaria) ma se mi guardo allo specchio e mi dico, io da sola, dio bono che corta la frangetta! e pensatevi che a me personalmente capita spesso questa cosa di guardarmi allo specchio, voglio dire la mattina e in bagno a volte mi capita di aver degli specchi e di guardarmi, tipo alzo la testa e vedo proprio la mia faccia, è incredibile! e invece ogni volta un colpo al cuore poveretta me. pensate poi che l'ho tagliata un mese fa ed io sono una che le crescono i capelli molto velocemente di solito. ecco se ragionate su queste due tre cose che ho messo su per farvi capire, ecco immaginatevi che la frangetta è corta. molto. molto corta. una cosa così tanto corta che non si può fare a meno di notare e non si può fare a meno di notare, soprattutto, che stona, che non sta bene, che è strana che sembra che mi voglio autodistruggere con questo taglio della frangetta che ho fatto.

ora. io tutto questo lo so. lo so. ma oramai è successo. non ci posso fare più niente. mica è una gamba santoddio. che avessi deciso di tagliarmi una gamba così dimagrivo di colpo chessò 15 chili e poi mi pento capisco che c'è dell'irrimediabilità in tutto questo ma essendo che ho tagliato semplicemente dei capelli e che in quarantanni tutte le volte che ho tagliato i capelli poi loro sono ricresciuti, l'esperienza un po' mi ha detto che non devo lasciarmi cogliere dal dispiacere e dalla disperazione, che devo reagire a questa cosa avversa che è successa alla mia faccia e ragionare con un po' di positività su questo disagio esistenziale e considerare che, insomma, dopo tutto, alla fine, se dio vuole, loro ricrescono.

ora, nel mondo reale, la gente, io ragiono per come ragiono io eh! per carità non è che pretendo che tutti ragionano come me ma, normalmente, nel mondo reale, la gente non ti dice le cattiverie in faccia così per farti dispetto, nel mondo normale la gente se te sei ingrassata non è che viene a dirti oi, ma sei diventata un maiale! oppure se ti sei appena amputata la gamba la gente sta bene attenta a dirti andiamo a fare due passi, quattro salti, due piedi in una scarpa queste cose qui, la gente sta attenta a non umiliare e scherzare le persone che, chiaramente, son state colte da un momento di difficoltà personale. io ecco io se lo Splendido ci viene il pansutino non è che son lì a dirgli in continuazione oi Splendido guarda che pansut... io ecco io se lo Splendido ci vengono le maniglie dell'ammmore non è che son lì a dirgli in continuazione oi Splendido guarda che manig... non mi viene in mente nessun esempio adesso ma credo che mi son spiegata bene uguale.

a me invece, oggi ero da un medico che mi conosce bene ed ha passato svariati minuti a disquisire sulla rotondità della mia faccia e sulla cortezza della mia frangia. il dentista venerdì che avevo appuntamento per la pulizia e lui manco mi doveva vedere invece continuava a fare i pellegrinaggi nella mia stanza e ogni volta che mi guardava sbarrava gli occhi e poi venivano anche le assistenti e poi mi diceva: senti Sid e io! lo so! lo so! poi la Chiara mi dice io non voglio saperne niente che ti avevo detto di non farlo. poi me lo dice la Fata (che la Fata le ho detto ti aspetto in fondo alla via quando mi vedi metti la freccia a destra ed ha tirato dritto, diobono non m'ha neanche riconosciuto la prima volta, la Fata) e la Mastrangelina lo dice e lo dice pure Zu (che manco m'ha mai visto eppure anche lui lo dice) e me lo dice la Claire e me lo hanno detto i miei fratelli e poi me lo dice lo Splendido ogni cinque minuti non è capace di dire una frase senza la parola frangetta nel mezzo poi, la Elena, la prima volta che mi ha visto, la Elena, doveva venire a casa mia, lei non sapeva niente, suona il campanello, le apro, sale le scale, io son dietro la porta, la faccio entrare, chiudo la porta. lei mi guarda, sbarra gli occhi e dice queste parole, senza neanche dire ciao Sid senza neanche dire, oi le scale senza neanche dire Trattorin , senza neanche dire niente prima. niente! la cosa che mi dice appena mi vede è:

...che te sei bella perché se me lo faceva a me, il mio parrucchiere, una cosa del genere, ci tiravo una coltellata!

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credits:

02/11/09

bronsa cuerta

io, bronsa cuerta, ecco io quello proprio non lo sono stata mai. che con la mia boccaccia larga sempre all'insù, allegra a sorridere e ridere e far casino. a parlare a voce alta a dire cose per far cagnara uno si immaginava che io spaccavo le pietre a capocciate, per dire, che uno si immaginava che io chissà che donna vissuta che ero, per esempio, alle superiori, che uno si immaginava la Sid aaah la Sid lei si che sa tutto che con quell'atteggiamento vivaiolo che c'ha figurati la Sid. e invece la Sid il primo bacio le è stato letteralmente rubato che aveva 15 anni ed è stata male due settimane, dopo. il primo morosetto ce lo ha avuto a 16 anni, è durata 3 mesi e poi fino ai 19 non se n'è parlato più. mi viene in mente questa cosa perché quel morosetto, oggi, m'ha trovata su feisbuc e stasera andiamo a berci qualcosa ed a vedere quanto brutti e vecchi siamo diventati.

all'ombra dell'ultimo sole

facile che ieri fosse l'ultimo giro in moto dell'anno. per essere l'ultimo comunque è stato fortunato perché si stava da sogno anche ai 180 in autostrada. l'obiettivo era la montagna, imparare a gestire i tornanti, le salite, le discese, le degustazioni.

la prima tappa è stata Conegliano e Valdobbiadene, poi Fregona ad assaggiare il torchiato e poi su fino al Cansiglio per formaggi, pastin e rosso, il tutto rigorosamente all'aperto. e poi tornare indietro litri e litri di caffè per tenermi sveglia che, stare al sole, con la brezza alcolica in corpo, la voglia di pennica era una roba quasi tangibile.

è un casino essere sommelier e motociclisti. un vero casino. sapevatelo.

01/11/09

L'anima innamorata

Ogni poeta è un sacerdote e sopporta pene indicibili per regalare la propria parola agli altri. "E' un improbo recupero di forze per avvertire un po' di eternità". La gente cerca di amalgamarlo col volgo, di confonderlo con il pantano, di farlo morire di asfissia tra polvere e reati, e il poeta muore veramente, vinto dalla stanchezza e dalla preghiera che non riesce più a risorgere.
Mai più?

Alda Merini 1931-2009
L'anima innamorata - Frassinelli