24/11/10

SPINOZA + Resistenza a Motore a Venezia (sabato !!!)


SABATO 27 NOVEMBRE
Circolo ARCI Metricubi, Venezia
Campiello delle Erbe, 2003 - San Polo
Venezia

Alle 19.00 la presentazione di
SPINOZA - UN LIBRO SERISSIMO
con Alessandro Bonino, Alessandro Clemente "Serena Gandhi" e Emanuele Vannini "Van Deer Gaz"

Alle 20.45 Scritti per bocca, musica e rivoluzione
RESISTENZA A MOTORE
Letture musicate da:
Schegge di Liberazione, ebook collettivo a cura di Barabba (scaricalo aggratis qui!)
la centoventotto rossa, di Elena Marinelli

Parteciperanno, leggeranno, suoneranno e ascolteranno: Simone Rossi, L'Inutile Opuscolo Letterario, Teflon

e ci sono gli Splendidi Quarantenni, la FataCarabina, la Chiaratiz e c'è una moltitudine di gnocca e di fyqi e ci sono pure io.

SIATECI!
(potete portare anche i vostri amichetti immaginari)

22/11/10

the power of love

ci volevano telefonate fiume giornaliere e una connessione a manovella per farmi entrare di prepotenza nella modernità della connessione ad alta velocità. così io tre secondi dopo che lui mi ha detto, Femmina, devi farti una connessione decente, ho deciso autonomamente di farmi una connessione decente e me la sono fatta. oggi. 

con incredibile sprezzo del pericolo ho aperto la scatola del modem e l'ho collegato unendo il cavo A con la presa B e C e il cavo D con la presa F e G  e ho anche installato una rete wi-fi tutta da sola inserendo pure la password alfanumerica complicatissima nel punto preciso dove andava inserita. per controprova ciò l'aifono che gira sulla rete wi-fi che ho installato me medesima tutta da sola (di persona personalmente). 

poi ho comprato un telefono wireless e l'ho attaccato all'adattatore H collegato alla presa L e lì ho infilato il cavo M e dall'altro capo c'era il connettore N e poi ho schiacciato chiama e porca paletta mi son dimenticata le batterie. 

14/11/10

la maledizione del centro commerciale

abito vicino a un centro commerciale che chiude alle 10 di sera. ieri c'erano i reggiseni di tezenis a 5 euro l'uno, oggi, stasera, che sono entrata solo per comprare il mangiare del gatto, non ve lo posso dire che cosa ho speso. vabbè che non mi prendevo nulla da almeno un anno ma io non vedo il mio fidansato da una settimana e in testa ciavevo solo un pensiero e quella gonnellina tra l'altro, vabbè che gliel'ho raccontata al telefono, ma lui non ha fatto neanche una piega. 

la prossima volta le signore Trattorini digiunano. 

11/11/10

una concomitanza di fortuiti eventi

per una concomitanza di fortuiti eventi, tipo aprire uno scatolone per cercare un paio di scarpe alte che giacevano intello scatolone dall'epoca del trasloco,  ho trovato un paio di scarpe, che non stavo cercando, che mi ha regalato mia mamma tipo mille mila anni fa, tipo quindici. 

all'epoca, me lo ricordo come se fosse ieri, mia mamma aveva comprato quelle scarpe, doveva avere sui 48/50 anni in quel periodo (no! non so quanti anni ha mia mamma, mi dimentico sempre l'anno di nascita, è un miracolo se mi ricordo il giorno) e se n'era pentita subito (ea sè jera ciamà pentìa) perché le stringevano e così le aveva regalate a me. 

sono le tipiche scarpe da vecchia, eleganti, semplici e col tacco abbastanza basso, parecchio da vecchia perciò all'epoca le avevo prese e infilate in una scatola che è finita, quindici anni dopo, dentro uno scatolone del trasloco che io ho aperto qualche minuto fa. 

per una concomitanza di fortuiti eventi, tipo che mi sto slogando le caviglie ad andare a lavorare tutti i giorni col tacco 9 che fa figa e fa slanciata ma ti sloga le caviglie non dimentichiamocelo, ho pensato che sarebbero state perfette per indossarle in ufficio.

tra l'altro, sempre per quella bella cosa della concomitanza dei fortuiti eventi, il tacco è proprio quello che va di moda adesso quindi le ho provate e ho pensato che mi stavano molto bene e che erano proprio appropriate al mio abbigliamento e al mio modo di essere e di portare le scarpe al giorno d'oggi. 

poi ho pensato che forse mi stanno molto bene e sono appropriate al mio abbigliamento e al mio modo di essere e di portare le scarpe al giorno d'oggi perché mi mancano 7 forse 9 anni all'età che aveva mia mamma quando me le ha regalate e mi sono girati i maroni. 

09/11/10

il giorno perfetto 2, di Elena G.

Casa Anni Azzurri
26.9.2010

Io non scrivo due righe da un sacco di tempo. Mai stato bravo. Io manco me li ricordo dei pensieri miei buttati giù scritti. Una lettera da militare alla morosa, mi sa, e neanche era una gran lettera.
Il fatto è che piscio in un catetere, ho vuoti di memoria, la prostata gonfia. E così a spanne mi manca poco per un ictus: mi va di fissare una cosa, prima.
Ieri mattina è venuta mia nipote Lia. L'aspettavo per chiederle una cosa. Allora lei mi ha legato una sciarpa, perchè sul tetto tira aria. Sa far le cose, la Lia.
Sopra, mi ha girato controvento, e me l'ha passata. Una sigaretta. Una sola. Sono andato lento.
Erano anni.
E' rimasto un mozzicone.
Poi siamo scesi perchè sappiamo i controlli. L'infermiere che mi sta addosso, un siciliano che di nome fa Rocco o Salvo, se non mi vede dice "Manca il vecchio Giusì, ma dove minchia è?". L' ho fregato. Son soddisfazioni.

08/11/10

corzi e ricorzi
sottotitolo: quale faccio? quale faccio? quale faccio? eh?!?

ieri sera son arrivata a casa e ho trovato, nella buca delle lettere, un opuscolo sui corsi culturali promossi dal paese dove abito adesso. è un libricino di 28 pagine che va dai corsi di Bijou base (bijou base?!?) alla Cultura e degustazione del Tè, all'Informatica, al Laboratorio creativo, alla Lingua inglese e spagnola, al Movimento per sentirsi bene, alla Pianificazione finanziaria per privati, alla Pianificazione nella media/piccola impresa, alla Scuola di teatro, alla Scrittura creativa per adulti (che include anche la scrittura erotica, per dire), alla Sopravvivenza creativa adulti, alla Storia dell'arte 1, 2 e 3, alla Storia della filosofia, al Taglio e confezione gonna e pantalone, al Trucco. e questo solo per il mese di novembre. poi a gennaio c'è l'Acquarello, l'Antropologia, Costruisci il tuo Mandala (mandala... vabbè), il Dialetto padovano arcaico, Dizione e lettura espressiva, DO-IN autotrattamento, Introduzione al tango, Architettura - ville di Palladio, Teatro e Tecniche cinematografice. Poi dopo a febbraio c'è Fotografia. a marzo c'è Colore per conoscere se stessi, Disegno, Mangia con la testa!, Perfezionamento di scrittura in lingua italiana. poi a Aprile e Maggio ci sono una serie di corsi 2 e 3 relativi ai detti. 

sto fremendo.

avete presente Roger Rabbit che lo dovevano tenere per non urlare "Coooool Fliiiiit" su Ammazza la vecchia?!? ecco! tenetemi. 

07/11/10

valore simbolico

l'altra sera stavamo passeggiando per via Giulia diretti verso Campo dei Fiori e a un certo punto lui m'ha stritolato la mano che lo stritolamento della mano ha il valore simbolico di Non posso parlare guardati attorno. io non ho riconosciuto subito il valore simbolico dello stritolamento della mano e ho pensato in prima battuta Ahia! dopo lui m'ha detto hai visto era una attrice italiana. allora lì ho capito il valore simbolico dello stritolamento della mano. 

poi stavamo andando verso Monti e lui mi ha stritolato la mano e io ho pensato Dove dove dove e anche Ahia ho pensato e poi non ho riconosciuto nessuno e lui ha detto Ma non lo vedevi te, Boris? eh! io non lo vedevo, io non c'ho il satellite ma adesso me lo faccio per via che la pubblicità di Mediaset Premium mi da fastidio. 

dopo stavamo rientrando a casa che eravamo stati a Trastevere e io ho visto un vip e non sono stata subito pronta al valore simbolico, non sono preparata io, al valore simbolico, allora ho urlato Guarda Guarda è Luzzati.

e invece era Luttazzi. 

05/11/10

comunque me l'ha detto in pugliese

io ho due gatti. 

in verità io ho qualcosa di più di due gatti in effetti perché i miei due gatti, che sono due signore, sono le signore Trattorini. la Livia e la Sofia Trattorini. e più che due gatti sono due coinquilini che loro vanno dove non devono andare e si servono dove non si devono servire e fanno quello che non devono fare nella più totale libertà del coinquilinquismo. loro non considerano di essere due gatti, loro considerano di essere la Signora Livia e la Signora Sofia Trattorini. 

ordunque se a me questo stile di vita e questa convivenza con le signore Trattorini nel modo stesso in cui le signore Trattorini si rapportano con il mondo, va benissimo non è detto che questo debba accadere anche per le persone che dividono con me la mia casa. ecco perché quando non sono sola io tendo a gridare molti GIU' e anche molti VIA e anche molti NO! non perché io dentro di me ci creda veramente ma per una sorta di rispetto nell'ospite e anche di vergogna di come io permetta alle Signore Trattorini di comportarsi, a casa loro, come se fossero a casa loro. 

devo dire che il mio fidansato in questo è fantastico, io non lo so se i comportamenti delle signore Trattorini dentro di se lo infastidiscano ma all'apparenza, nel suo vivere la casa padovana, la cosa non sembra dargli alcun turbamento. che le signore Trattorini gli camminino in testa facendogli le fusa sembra dargli lo stesso giubilo e gaudio che da a me o all'Arcureo o alla Syl@ o alla Mastrangelina. (vorrei precisare però che solo alla Mastrangelina la signora Sofia Trattorini pettina i capelli, questo ci tengo). 

l'amore vero del mio fidansato io l'ho compreso sabato mattina. la mattina le signore Trattorini sono abbastanza scatenate nel trattorare e anche nel pettinare i capelli e nel cercare le cocche e quindi io, sabato all'alba, svegliatami per le usuali camminate sulla pancia e per il trattorare (pallido e assorto) ho fatto per alzarmi per chiuderle fuori dalla camera che non lo disturbassero. 

Non le mandare via. mi ha detto lui. 

04/11/10

si tende a dimenticare

una persona che mi è (tanto) cara sta malissimo. e mentre sta male mi chiede aiuto. a me. che generalmente, nel dolore, non solo affogo ma affogo annaspando. io l'unica cosa sensata (e banale) che mi viene da dire è che sembra incredibile ma queste cose passano. ho un metro di misura "mio" molto preciso e quando penso a un dolore, quando mi capita qualcosa di brutto, se riesco a avere un momento di lucidità ecco in quel momento io mi dico Se ho superato quello supererò anche quest'altro. e poi mi dico anche che niente mi fa paura perché io ho superato quello, tutto il resto è acqua fresca. 

nella realtà quando sto male i momenti di lucidità sono pochissimi e io, nel mio annaspare, mi pare che trovo del conforto, io, a starmi addosso, da sola, raggomitolata, mi pare che è l'unica cosa che son capace di fare in quei momenti lì e in quei momenti io non cerco conforto e aiuto dagli altri ma li evito e nella solitudine mi sento che posso essere me stessa e sfogare il mio dolore senza vergognarmi di provarlo. 

perché io mi vergogno di stare male e mi vergogno di essere debole e mi vergogno anche di sbagliare e di soffrire e in quei momenti lì, quando soffro raggomitolata attorno a me stessa mi pare che è molto normale che io mi vergogni perché se loro, le persone che mi amano, sapessero come realmente io sono, non mi vorrebbero più bene e anche perché, sotto sotto, quando sto male, io mi sento che me lo merito di stare così perché in effetti non sono poi tutto sto granché. 

ora non so perché ho divagato, anzi lo so benissimo perché ho divagato ma non importa, in questo blog ho fatto del divago il mio capolavoro, mi pare. quello che volevo dire che è anche il motivo del titolo che ho messo a questo post che è anche un po' il motivo che mi spinge a metter giù queste righe un po' patetiche, quello che volevo dire è che anche se io tendo a dimenticarlo, le batoste che prendiamo non dimostano chi siamo dimostrano solo che prendiamo delle batoste. non sono loro a identificarci, non sempre almeno, ma sono solo dei momenti, in cui si cade, in cui si è delusi o si delude, in cui si è incompresi o non comprendiamo, insomma non sono questi momenti a dire chi siamo, a dimostrare quanto siamo delle persone da poco. sono momenti che non dovevano capitare ma sono capitati e invece di dimenticare bisognerebbe proprio sforzarsi di ricordare che siamo altro che sappiamo essere meglio di così e più fiduciosi anche se il mondo pare rovinarci addosso e soprattutto dovremmo ricordarci che passano. che anche se sembrano infiniti poi passano. che anche se le cose si sommano e si sommano e non fanno altro che sommarsi, una all'altra in una piramide di sfighe cosmiche poi, casso (!!!), passano. 

e forse, se invece di stare rannicchiati attorno a noi stessi riuscissimo a avere quella lucidità per capirlo, forse passerebbero un po' prima. 

il mio momento è durato quattro anni ma alla persona a cui voglio tanto bene e che in questo momento sta malissimo, vorrei dire che è tanto meglio di quello che crede di essere. 

02/11/10